Fine anno, tempo di inesorabili bilanci. La redazione di IdealMentre assegna i suoi personali Oscar di un 2019 che non ci ha fatto mancare davvero nulla.

Le scelte di Fabrizio Turello
Politico dell’anno–> Fuori dai nostrani confini Bernie Sanders: alla sua veneranda età è riuscito a diventare l’icona politica di una nuova generazione di elettori e trasmettere valori di democrazia e socialismo che se qui in Europa sono standard negli USA sono roba da rivoluzionari del 1917. In Italia, Matteo Salvini: capacità di comunicazione superiori a tutti gli avversari e di trasformazione di ogni situazione o gaffe a suo favore. Prima o poi esploderà. Si spera.

Attore dell’anno–> Alessandro Borghi. Il leone d’oro di Berlino ha coronato la sua carriera in pieno avvio. È riuscito a spaziare da ruoli complessi in Suburra sino a ruoli impossibili nel racconto di Cucchi in “Sulla mia pelle”. Fuori dai confini Robert De Niro. Alla sua età è riuscito ancora a far capire quale sia la scuola da seguire. Questo nonostante Di Caprio, Pitt e Phoenix abbiano dato molto al grande schermo.

Cantante dell’anno–> M¥SS KETA. Icona femminista, LGBTQI rivoluzionaria nello stile, nella metrica e nei contenuti. Riesce tranquillamente a cavalcare il palco trash o stare a Propaganda live intervistando Civati. Merita il titolo di cavaliere d’Italia solo per quest’ultima cosa. Nel mondo Billie Eilish. Classe 2001, atipica e fuori dal coro. Spazi in generi diversi scoprendosi sempre diversa pur rimanendo sempre lei.

Film dell’anno–> The Irishman. Ce la si gioca sul filo del rasoio dell’anno, ma ha superato di una spanna tutti gli altri. Cast eccezionale, trama incredibile e uno Scorzese che insieme a De Vito e De Niro fanno capire chi ancora detti legge in quel di Hollywood.

Serie dell’anno–> BoJack Horseman. Cruda, nuda, realista, distruttiva, cinica, autodistruttiva, profonda e con la capacità di una sensibilità degna di un pachiderma di toccare temi come l’uguaglianza di genere, l’esclusione sociale, la lotta al capitalismo e i diritti civili. In una parola: vera.

Icona social–> Giorgia Meloni. Contraltare di Salvini, da piccola nei reach sale fino a quasi raggiungerlo diventando icona trash del mondo social e LGBTQI umanizzandola, per giunta. Non sarà Salvini, ma è cresciuta. Sbarcherà su TikToK anche lei.

Sportivo dell’anno–> Claudio Marchisio. Da calciatore abbandona la carriera con onore e sportività. Dimostra di essere anche un cittadino con impegno politico e sociale. Lo derubano in casa, non lancia accuse, ma cerca di far capire le ragioni che esistano dietro la criminalità. Dimostra intelligenza e capacità di profonda critica sociale, seppur vicina a quella di Gramellini (che però fa schifo) nei suoi editoriali.

Canzone dell’anno–> Bad Guy. Nel mondo del dank web e del trash ha trovato impieghi enormi e gran parte del suo successo lo deve anche questo.

Personaggio dell’anno–> Greta Thunberg La sua esistenza mediatica fu scoperta a Marzo, da allora, tra genitori specializzati nel marketing politico e media accondiscendenti è arrivata alla ribalta e a influenzare e sensibilizzare sul tema dell’ambiente come mai fatto prima. Non ha cambiato i movimenti ambientalisti, ma ha fatto sì, che potessero trovare maggiore copertura. Ovviamente sul suo successo molti sono stati gli speculatori e coloro che hanno costruito retoriche ambientaliste finte o integraliste. Il suo successo è stato quello di portare alla ribalta due generazioni, X e Y, prive di ogni canale di ascolto.