Fine anno, tempo di inesorabili bilanci. La redazione di IdealMentre assegna i suoi personali Oscar di un 2019 che non ci ha fatto mancare davvero nulla.

Le scelte di Massimiliano Manzo

POLITICO DELL’ANNO: Recep Tayyip Erdoğan ci ha ricordato e confermato che la pace in Medio Oriente è una pura Utopia. Il Medio Oriente è una zona del mondo nella quale la gente continuerà a morire e soffrire e questa è una cosa inammissibile, specie considerando che la Turchia è un Paese molto vicino, sotto tanti punti di vista, al mondo occidentale. Erdogan vince l’idealoscar come politico (negativo) dell’anno, ma la statuetta andrebbe consegnata a tutti i leader e ai governi degli altri Paesi, che gli consentono di agire indisturbato.

ATTORE: Alessandro Borghi. Nel 2019 Borghi è stato protagonista de Il Primo Re e della seconda stagione di Suburra, due prodotti italiani di altissimo livello. Ha anche vinto il David di Donatello per la sua magistrale interpretazione di Stefano Cucchi nel film Sulla mia Pelle. L’attore del momento nel nostro panorama cinematografico è senza ombra di dubbio Borghi. Sul piano internazionale invece direi Timothée Chalamet: dopo la sua performance in Call me by your name, Chalamet ha retto molto bene la prova da protagonista nel film (a metà tra il mediocre e il terribile) di Netflix: The King e ha collaborato con Woody Allen. E’ un attore del quale sentiremo parlare sempre più spesso. Vi aspettavate Joaquin Phoenix? Phoenix è stato magistrale nei panni di Joker ma eleggerlo ad attore dell’anno per questa performance sarebbe un insulto verso la sua stessa carriera. Phoenix è un fenomeno da una vita e praticamente ogni volta che recita in un film dovrebbe essere eletto attore dell’anno.

FILM: The Irishman. Senza se e senza ma. The Irishman è un film perfetto ed è qualcosa che va ben oltre il gangster movie. Non è il capolavoro del secolo, ma sicuramente è uno dei più bei film degli ultimi 20 anni. Dopo oltre due decenni Robert De Niro regala una performance che fa capire anche noi il perchè i nostri genitori uscirono dalle sale con la pelle d’oca dopo aver visto Taxi Driver, Il cacciatore e Toro Scatenato.
Joe Pesi è tanto piccolo quando monumentale e Scorsese dimostra di essere il più grande cineasta degli ultimi 40 anni.
The Irishman è il film dell’anno perchè è un testamento di una generazione (Scorsese, De Niro, Pacino, Pesci, Keitel) che ha forgiato la hollywood moderna e che ha inventato e portato avanti un tipo di cinema che non esiste più. E’ un coraggioso messaggio rivolto le nuove generazioni di registi e attori che, tra le immagini, dice: Ragazzi questo è il cinema, ricordatevelo.

CANTANTE: Jovanotti. Artisticamente e musicalmente parlando Jovanotti è morto almeno 15 anni fa. Ma dal punto di vista mediatico, negli ultimi anni ha avuto un esplosione pazzesca, tanto da diventare una vera e propria icona pop nella musica italiana. Per quanto gli album pubblicati dopo “Buon Sangue” siano improponibili, a Jovanotti va riconosciuto il grande merito di essere l’unico artista sulla scena da oltre 30 anni a essersi continuamente rinnovato. Il Jova Beach party (evento dal quale mi sono tenuto alla larga) ha sollevato diversi polveroni, ma una cosa va detta: Jovanotti è riuscito a portare oltre 1 milione di persone a ballare, ha radunato praticamente tutti quanti gli artisti italiani e non su un unico palco e ha creato un vero e proprio festival itinerante. Al di là delle polemiche, una cosa del genere non si era mai vista e a lui va riconosciuto il fatto di essere stato il primo, e per ora unico, ad averla realizzata.

CANZONE: Rolls Royce – Achille Lauro. Della canzone di Achille Lauro si è parlato tantissimo: articoli, post, tapiri d’oro e chi più ne ha più ne metta. E’ stato un vero e proprio caso mediatico in quanto Rolls Royce è una canzone che parla di droga e di conseguenza lancia un pessimo messaggio ai ragazzini. Onestamente tutto questo accanimento contro Achille Lauro non l’ho capito. E’ vero che Rolls Royce parla di droga, ma dello stesso tema ne parla almeno il 50% delle canzoni scritte e incise nella storia della musica.

VIDEOGIOCO: Death Stranding. Non ci ho giocato e non so che cosa sia. Ma ne parlano tutti, quindi direi che è senza dubbio il videogioco dell’anno.

PERSONAGGIO SOCIAL: Matteo Salvini. Salvini ha dimostrato di essere uno dei più potenti influencer d’Italia. Ma se Chiara Ferragni insegna a vendere la privacy dei propri figli e Camihawke a parlare di qualsiasi cosa senza sapere nulla, il messaggio di Salvini è leggermente più preoccupante. Tendenzialmente gli influencer mi stanno sulle palle perchè sono inutili. Salvini invece è un caso a parte perchè non è inutile, è pericoloso.

SERIE: Mindhunter – stagione 2. Per il momento Mindhunter vanta una delle sceneggiature meglio scritte nella storia della televisione. I dialoghi sono perfetti e il fatto che una serie in cui l’azione è praticamente assente riesca a tenere lo spettatore incollato allo schermo per 10 ore non è per nulla scontato. La fiction si fonde con la realtà in maniera perfetta, naturale e senza forzature. E’ una serie che indaga profondamente nelle perversioni e nella crudeltà umana. E’ angosciante, ma mai in maniera gratuita. E’ un giallo perfetto e la mano di David Fincher è più che evidente.

PERSONAGGIO DELL’ANNO 2019: Greta Thunberg. Al di là delle polemiche legate al suo personaggio Greta Thunberg è riuscita a smuovere le coscienze e a portare l’attenzione su un problema reale e importante. Ma soprattutto Greta è riuscita a portare nelle piazze milioni di persone in tutto mondo e unirle verso un unico obiettivo comune. Sulla persona e sulla sua famiglia si possono dire tante cose, ma il fenomeno sociale e culturale che è riuscita a creare con le sue parole è fuori discussione.