Non conosco abbastanza Greta Thunberg. Ma so che ha contribuito ad infiammare un dibattito su un tema che tutti ignorano e su cui invece dovremmo dibattere quotidianamente. Quindi, kudos a lei. E spero che si riescano ad ottenere dei risultati. (Ale. Mas.)

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Una ragazzina che dice cose facilone e non sempre esatte. Se le stesse cose le dicesse un adulto verrebbe massacrato più di quello che viene massacrata lei. Detto ciò ha contribuito in maniera importante a sollevare una questione con la quale faremo tutti i conti più prima che poi. Da una parte ben venga la maggiore sensibilità sul tema ambientale, dall’altra bisogna fare discorsi corretti per trovare e sviluppare soluzioni funzionanti e realistiche. Sulla bontà della protesta ho paura che sparisca tutto con l’estate. (Fed. Gar.)

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Sostanzialmente un ottimo prodotto e ben capitalizzato dai genitori – non sto a specificare chi più dei due perché non è utile – . I medesmi che lavorano per un’agenzia di comunicazione e pubblicità in Svezia e che in passato hanno lavorato per il partito socialista svedese. Hanno saputo trasformare le debolezze del loro “prodotto”, ossia il fatto che sia giovane, donna e con problemi di salute, in un punto di forza, o meglio, in un sistema difensivo pressoché inattaccabile per il livello medio di dibattito.

Tramite questo sono arrivati in pochissimo tempo a pubblicare un libro (già scritto in passato) e raggiungere una visibilità elevatissima. Soprattutto sotto il piano meramente comunicativo hanno fatto un capolavoro: un tema estremamente complesso come l’ambiente semplificato all’ennesima potenza con parole banali, semplici, estremamente ripetute nel tempo, divisorie tra generazione passata e presente e il tutto rivolgendole direttamente contro la classe politica, così da trovare un facile capro espiatorio.

Ciò detto: di ambiente se ne parla dal 1970, grandi progressi sono stati fatti, i problemi restano e le soluzioni prese sono spesso inefficaci per una serie di ragioni economiche e di politica internazionale, però, bene che se ne parli, seppur con troppa “faciloneria”. (Fab. Tur.)

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Vedendola nel modo più positivo positivo del mondo è tanta roba per la “presa di coscienza” che ha generato.
Ma poi scopro che è in vendita un suo libro… Di una ragazzina.. Eh già..
Al che mi vien la nausea per l’ennesima mossa commerciale di qualcuno molto molto bravo (And. Tag.)

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Greta “ha rotto i coglioni. A parte che ha proprio una faccia di cazzo sta bambina, che ogni volta che la vedo… A me tutte le persone che hanno bisogno di riscoprire le questioni ambientali attraverso quella specie di mostriciattolo…Perché devo offendere così? Perché mi dà fastidio. Ha ragione la Maglie, viene da investirla con la macchina”. Questo l’illuminato pensiero di lord Filippo Facci, diversamente giornalista del quodiano ‘dieci piani di morbidezza’ Libero, più volte in odore di Pulitzer, a tempo perso sosia di Ryan Gosling in qualche film. Ecco, basta il pensiero di questo simpatico figurino per rendermi automaticamente simpatica Greta. Pure se si venisse a scoprire che la svedesina con le trecce è il più geniale prodotto di marketing di tutti i tempi o ci convincesse che annaffiare le piantine con il cherosene le aiuterebbe a fiorire meglio.

Se poi penso che dell’attivista svedese hanno parlato male la già citata Maglie, un assiduo frequentatore delle osterie bergamasche che sostiene di chiamarsi Vittorio Feltri, Rita ‘Janis Joplin’ Pavone e un gigante del Novecento come Diego Fusaro, intellettuale (per mancanza di prove) il cui pensiero farebbe impallidire il Nulla della Storia Infinita e che con la filosofia centra come Trump con la dieta vegana, beh, ragazzi, allungatemi la raccolta firme per sostenere l’assegnazione del Premio Nobel a Greta nei prossimi dieci secondi. (Att. Cel.)