Articolo 2 della Costituzione Italiana: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo.

Fingiamo il caso che non sappiamo che la libertà dell’uomo sia uno dei suoi diritti inviolabili. E fingiamo anche di non sapere che anche il diritto alla vita lo sia. Immagino non ci voglia un esperto in politiche sociali a capire che la mafia, in qualsiasi forma si manifesti, della tua libertà e della tua vita se ne preoccupa poco o niente, e impiega un tempo decisamente minore rispetto quello che tu utilizzi per leggere questo articolo a togliere la vita a chiunque decida. E su questo aspetto c’è da dire che la mafia sia decisamente molto “democratica”: non importa di che colore tu sia, se intendi ostacolare il suo percorso, tieni in conto un futuro fatto di privazioni, quando non vieni privato della vita direttamente.

Ebbene, Roberto Saviano è sottoposto a un protocollo di protezione che dal 13 ottobre 2006 ne prevede la scorta, perché non è particolarmente ben visto dalle associazioni di stampo mafioso che ha denunciato nel suo celeberrimo libro Gomorra.
Come è comprensibile, lui con i suoi libri ci campa. In modo un po’ limitato a causa della costante presenza della scorta, ma è indubbio che le vendite dei suoi libri, che superano i due milioni di copie in Italia, fruttino. D’altronde, solitamente uno scrittore si guadagna da vivere in questo modo.

Ma tornando a noi: è abbastanza noto che Saviano, in più occasioni, abbia accusato Matteo Salvini di fare propaganda populistica sulle spalle di immigrati dal colore della pelle piuttosto scuro. Ieri, il buon Salvini, stanco di questi rimproveri, ha esordito dicendo che quando salirà al governo farà togliere la scorta allo scrittore e giornalista.

Ora, io non chiedo che conosciate gli articoli fondamentali della Costituzione a memoria, non pretendo che siate in grado di riconoscere la valanga di “informazioni” date dal politico in questione come bufale, o comunque come meri tentativi di accaparrarsi qualche voto in più, e nemmeno oso riaprire l’ennesimo dibattito da bar sulla questione immigrazione in Italia.

Ma ammetto di avere un dubbio al quale proprio non so dare risposta: in quale paese civile pretendete di vivere, voi antagonisti della cultura di quei neri-mangia-banane, se tollerate che il vostro leader politico illuminato minacci di togliere la scorta, sottoponendolo quindi a morte quasi certa, ad un libero cittadino che ha espresso parere contrario alla sua ideologia politica?

Che valore date a un esponente politico (pagato, lui sì, con i vostri soldi, e giusto qualche miliardo di euro in più di un semplice migrante) che ritiene la lotta alla mafia una sciocchezza tanto grande da non sentirsi nemmeno in dovere di difendere chi a favore della legalità si è schierato in prima fila, rischiando la vita?