Ma in fin dei conti, quale sarebbe il grandioso risultato del blitz dello scrittore Christian Raimo negli studi di ‘Dalla vostra parte’? Raimo ha provato a replicare, esponendo con pacatezza argomenti ragionati, alle solite, becere sparate anti-immigrati dei Dastardly e Muttley della destra televisiva italiana (ma Dastardly e Muttley in fondo erano due bonaccioni): il collaudatissimo duo Belpietro-Sallusti (il primo presentatore, il secondo ospite).

Un intervento, quello del collaboratore di ‘Internazionale’, culminato dall’esposizione, in diretta, del cartello ‘Non c’avete un altro servizio sui negri cattivi?’, in segno di provocazione. L’immagine, così come il video, si trovano facilmente sul web. Per la cronaca, ad un certo punto Raimo ha abbandonato la trasmissione. In un successivo post su Facebook, lo scrittore ha poi commentato la sua ospitata attaccando la trasmissione, definendola “orripilante”. E qui siamo d’accordo: però, caro Christian, che ‘Dalla vostra parte’ non fosse proprio ‘La notte della Repubblica’ di Sergio Zavoli noi lo sapevamo già da un pezzo, permettimi di dirtelo. Il Belpietro-show va in onda da almeno due anni, nella fascia televisiva che quando io ero piccolo trasmetteva i Puffi. E lo trasmettono ogni santa sera, santo Dio, con i suoi terrificanti servizi a senso unico contro neri, rom, islamici responsabili di ogni malefatta sulla faccia della Terra (tacciamo sull’altra perla del giornalismo d’inchiesta Mediaset, quel ‘Quinta Colonna’ che ci delizia da ancora più anni).

Comunque, dicevamo: quale effettivo risultato ha prodotto l’ospitata? Raimo è stato applaudito sui social da molti utenti, ma sono utenti che già prima la pensavano come lui; di certo non ha fatto, invece, cambiare opinione sul tema a quei due volponi di Belpietro e Sallusti, né ai (purtroppo) tanti spettatori che la sera si sintonizzano su Rete 4 per trovare qualcuno che dia voce ai loro istinti razzisti. Il target di riferimento, del resto, sono gli italiani inkazzati con gli immigrati, perché l’odio verso gli stranieri è da sempre il ‘core business’ di ‘Dalla vostra parte’. E Raimo, agli occhi del pubblico del programma, ha interpretato il classico ruolo dell’intellettuale radical-chic amico degli stranieri in stile Boldrini, lontano dalla realtà e dai problemi veri degli italiani, che pontifica beatamente in pantofole dal suo salotto, e tutti i luoghi comuni che ben conosciamo. Ed è proprio per questo che Belpietro, furbescamente, l’ha invitato, come un regista che sapientemente sceglie gli attori per assegnare le parti. L’intervento, condivisibile in ogni parola, di Raimo non ha fatto che radicare ulteriormente nei fans di Rete 4 la solita idea della sinistra che “vuole farci invadere dagli stranieri” e che “non ha a cuore gli interessi degli italiani” ecc. ecc.

Quindi Raimo ha sbagliato ad accettare l’invito? Intendiamoci: chiunque provi a portare un minimo di buon senso in trasmissioni del genere meriterebbe una medaglia al valore, anche solo per averci provato. Sull’effettiva utilità del ‘blitz’, invece, temo di nutrire qualche perplessità. Perché diciamoci la verità: la voce dell’intellettuale, in questa disgraziata epoca social, non ha più il potere di smuovere le coscienze ed influenzare l’opinione pubblica. Ed è così ormai da tantissimo tempo. Non siamo più negli anni Settanta. Nell’era in cui ognuno di noi può facilmente elevarsi ad opinion-leader su una qualsiasi bacheca Facebook, l’intellettuale ‘di professione’ non è più il faro, il punto di riferimento. E ogni suo messaggio rischia di cadere nel vuoto, perché intorno a sé si è creato il vuoto.

La difficilissima missione di contrastare il problema – serissimo e sempre più in crescita – del razzismo diffuso tra i cittadini, tra le nostre conoscenze, nelle nostre famiglie, forse non la possiamo più delegare ai Raimo, perché quelli come lui sono ormai giudicati alieni e fuori dal mondo dalla gente comune. Forse il messaggio, in questo senso, più efficace, lo può portare proprio la gente comune, quella che ha imparato a convivere con il ‘problema’. Quella che ‘vive la vita’, quella che è immersa totalmente nella quotidianità e che può spiegare, con esempi concreti, che dopotutto l’integrazione è possibile (sì: queste persone esistono, non sono ancora una categoria in via d’estinzione). Non scomodiamo più politici ed influencer a parlare di integrazione. Non funzionano, non sono più credibili. Diffondiamo invece le testimonianze positive di insegnanti, idraulici, autisti di bus, operai. Ce ne sono. E sono facce con cui il pubblico può rispecchiarsi.

Utopia? Sì. Concedetemela, sono un romantico. Resto però convinto che sono queste persone che dovrebbero organizzare una bella ‘trollata’ a Belpietro. Ed infatti proprio per questo Belpietro non cerca soggetti del genere da invitare. Per dire: è stata molto più efficace la ‘trollata’ di Bello Figo alla Mussolini qualche tempo fa nella stessa trasmissione. Perché è riuscito a spiazzare sia lei che Belpietro. E l’unico modo per contrastare con efficacia chi continua ad aizzare le folle seminando paure a sfondo razzista, forse, è proprio quello di non dare loro ciò che si aspettano.