All’inizio vennero i ritardi dei treni, ma non mi lamentai perché eravamo in Italia e andava bene così.
Poi vennero gli scioperi di venerdì, ma non dissi nulla perché tanto viaggiavo nelle fasce protette.
Dopo vennero gli scioperi di tutti i mezzi di venerdì e lunedì, ma non parlai perché faceva ancora caldo e camminare fino all’università non era un problema.
Infine non vennero più gli autobus della GTT, e non era rimasto più nessuno a protestare; anche allora non aprii bocca, soprattutto perché ero in ritardo e dovevo correre a lezione.