La scorsa notte lo sport è morto. Ne danno felice notizia tutti quelli che hanno assistito all’incontro “del secolo” tra Floyd Mayweather e Conor McGregor.

Un match di pugilato tra uno dei più grandi pugili di sempre, Mayweather, imbattuto, ritiratosi nel 2015 e uno che fa un altro sport, McGregor, lottatore di MMA – arti marziali miste – e fashion expert/influencer (i suoi completi sono incredibili).

Già messa così dovrebbe far riflettere quanto di sportivo ci sia stato poco. Se pensiamo poi che sono stati pagati 100 milioni a testa per questo show…Attenzione, il problema non sono i soldi – nel calcio girano cifre maggiori – ma il fatto che sia stato un show, uno spettacolino fatto passare come il più importante evento sportivo di sempre. Le olimpiadi possono accompagnare solo.

Il match è finito come doveva finire: Mayweather ha fatto poco o nulla per 10 round facendo sfogare l’avversario (e facendogli fare bella figura) per poi fare 20 secondi di boxe e mandarlo gambe all’aria. Ha vinto per un KO tecnico ma se fosse stato un vero match avrebbe vinto molto prima e con un KO di quelli clamorosi.

Trattandosi di due sportivi di due sport diversi ci starebbe pure. Il problema è che si è svolto esattamente come era stato anticipato nei giornali nei giorni prima, addirittura round per round. Ma non è che i giornalisti sono diventati improvvisamente degli indovini, è che non poteva andare diversamente. McGregor è un simbolo per milioni di persone e non poteva perdere. Non poteva però nemmeno vincere (fa uno sport troppo diverso tecnicamente).
Poteva solamente finire in questo modo.

Non a caso per i fan di McGregor, molto più numerosi, non ha perso ma ha vinto per il suo coraggio. Bè io conosco molti che per molto meno di quello che è stato pagato si farebbero picchiare selvaggiamente anche da un ragioniere in pensione. Potete pensarla come volete ma quello di ieri sera non è stato sport. E’ stato business, spettacolo per il popolo che ci ha riversato montagne di soldi per scommetterci sopra. E visto quanto ha fruttato a tutti, rivedremo ancora spettacoli simili.
Potete scommeterci.

(Di Federico Garabello)