Si scopre in queste ore che circa centoventi cittadini romani nel corso del 2016 e del 2017 abbiano richiesto, e ottenuto, la residenza nel comune di Amatrice, comune che conta 2.500 anime. Si tratta di un numero considerevole e che avrebbe richiesto delle verifiche, le quali, paradossalmente, non sono avvenute. Molti i commenti indignati e in particolare contro la classe politica e amministrativa.

Insomma: Qualsiasi cosa succeda, qualsiasi cosa vi accada, qualsiasi evento possa turbare le nostre coscienze, qualsiasi fatto possa turbare la nostra morale o scatenare un caso giudiziario quello che dobbiamo tenere bene in mente è che è sempre colpa della politica, la società civile è la parte buona.

Dio che schifo ho appena scritto. Lo dirò con chiarezza e senza sollevare dalle sue responsabilità la politica: Dalla II Repubblica non abbiamo brillato come classe dirigente, non abbiamo avuto grandi esempi da seguire, e chi è salito sul patibolo politico, l’ha drammaticamente trasformato in un palcoscenico degno del peggiore “bagaglino”. Ma il vero schifo è arrivato con la III Repubblica, dove il “civismo” si è insinuato sperando di spazzare quel residuo di competenze e di esperienza di cartapesta derivante dalla II Repubblica.

La velleità sociale che un qualsiasi cittadino potesse ricoprire qualsiasi carica elettiva e politica senza nessuna esperienza, merito, passione, competenza o qualsiasi altra qualità vagamente misurabile, se non una nefasta arroganza ed egocentrismo da buttare in quel rozzo palcoscenico chiamato “politica” presupponendo di sostituire qualche “incravattato” solo per aver ricevuto due click su un social o un blog, o essere un “media influencer” o essere carico di soldi o contatti tali da pretendere un ruolo nella recita.

Quella che vediamo oggi non è la politica, ma è una trashissima – e incredibilmente iperrealistica – rappresentazione – nonché specchio – della società. Diamo addosso a qualcuno di facilmente connotabile pur di non guardarci allo specchio e vedere quanto orribile sia la nostra immagine. Ecco cosa è la politica oggi: È la glorificazione “dell’uomo qualunque”, da Di Maio all’ultimo dei sindaci che giustifica un comportamento incivile; è la società, e facciamo schifo; ciononostante continueremo a scrivere con una rabbia e un odio inaudito qualsiasi cosa ci passi per la testa, pur di trovare a tutti i costi un “capro espiatorio” da condannare, basta solo non si veda la nostra immagine, e i social, con i loro contatti da dietro gli schermi, aiutano molto in questo senso.