A Roma i problemi non mancano: immondizia, trasporti, acqua. Nelle ultime settimane se n’è aggiunto uno, inaspettato: targhe sui muri provenienti dal futuro. Diverse targhe commemorative di eventi che ancora non sono accaduti e che, stando alle targhe stesse non accadranno a breve, sono comparse in varie zone della città. Si legge della morte di androidi emotivi, attentati bioterroristici, violazione delle regole delle community online.

Ovviamente si tratta di una installazione artistica, realizzata ad opera del collettivo padovano/romano Dusty Eye (http://www.dustyeye.com), già autori dell’installazione “Un Mese di Bontà – Sovversivo invito alla Lungimiranza” in cui si chiedeva di lasciare 5€ in una teca di vetro per 30 giorni per ricevere in cambio 100 libri classici. L’esperimento durò meno di 17 ore.

Sul valore dell’installazione si sta discutendo (ad alcuni piace e a molti altri no) ma il messaggio che lanciano è interessante e non del tutto campato in aria. Un pò Ghost in the shell, un pò Black Mirror ci parla di un futuro possibile, dominato dalla tecnologia e dalle sue declinazioni più basse. Cosa notevole è che proprio attraverso i social abbia la sua diffusione, aumentando l’ironia (magari in maniera involontaria) di quello che comunica, storia futura nella città della storia passata alienata dal presente.