Una palla da demolizione mi ha appena sfondato lo stomaco. Non so quanti di voi siano fan dei Linkin Park, quanti lo siano stati o quanti non ne abbiano mai sentito parlare. Fatto sta che Chester Bennington, cantante della sopracitata band, si è suicidato oggi. Aveva solo 41 anni.

Non so bene perché questa notizia mi abbia sconvolto così tanto. A pensarci bene, però, durante la mia adolescenza la sua voce mi è risuonata nelle orecchie per ore ed ore. Sarà per questo, perché nonostante sia un (quasi) sconosciuto una cosa così importante e personale come la voce, la sua voce, ha trovato uno spazio così grande nella mia memoria. È un ricordo indelebile, un evento che rivivrò ogni volta che ascolterò una sua canzone.

Eppure, nonostante le migliaia di persone rimaste sconvolte come me, nessuno è riuscito a fare niente per evitarlo. La stragrande maggioranza nemmeno se lo aspettava. Beh, cose come questa mi fanno sempre riflettere molto. Alla fine io non ho potuto fare niente per lui, ma magari qualcun altro sì. E se fossi io quella che può fare qualcosa, e non me ne fossi accorta? Qualcuno che mi è vicino sta soffrendo così tanto e io non l’ho capito?

Perdonami l’intrusione nella tua tragedia, Ches. E, per favore, fammi da colonna sonora questa sera.