Domenica 24 Settembre si sono tenute in Germania le elezioni politiche. La vittoria, scontata, è andata ad Angela Merkel che per la quarta volta sarà il Cancelliere tedesco. Dove sta la notizia allora? In tutto il resto.

Il partito della Merkel, la CDU (Unione Cristiano-Democratica) ha ottenuto il 26,8%, il peggior risultato da oltre 60 anni. Invece l’AfD (Alternativa per la Germania), partito di estrema destra ha preso il 13% diventando la terza forza in Germania ed entrando in parlamento. Era dal secondo dopoguerra che un partito di estrema destra non entrava in parlamento. L’ultima volta ci ricordiamo com’è andata a finire. Male anche per il partito social-democratico, l’SPD, guidato da Martin Schulz e crollato al 20,5%.
Cifre e percentuali a parte, il segnale che arriva dalla Germania è forte: gli estremismi stanno tornando più forti di prima.

Angela Merkel si è candidata nuovamente in seguito alle forti pressioni interne ma anche internazionali, proprio per provare a fermare l’avanzata dei partiti xenofobi ed euroscettici. E pur con lei in campo sono stati loro i veri vincitori delle elezioni. L’AfD è un partito dichiaratamente anti europa e anti immigrati, ha basato la sua campagna elettorale contro la politica della Merkel e dell’Europa, sull’ odio verso islamici, arabi e immigrati (anche di altri paesi europei come Italia, Grecia, Spagna), molti dei suoi membri ed elettori hanno idee vicine al nazismo (alcuni sono veri e propri revisionisti) e il suo leader, Alexander Gauland, ha ringraziato gli elettori dicendo: “Daremo la caccia ad Angela Merkel e a chiunque altro, e ci riprenderemo questo paese”. Insomma, l’inizio promette bene.

Ora sorgono due problemi: la prossima coalizione che guiderà il paese e come cambieranno le politiche nazionali e internazionali.
Per la coalizione, l’SPD si è tirato fuori poichè nelle ultime due elezioni ha pagato a caro prezzo la sua alleanza con la Merkel. Si va verso quindi la cosiddetta “coalizione jamaica” – chiamata così per i colori dei partiti che la dovrebbero comporre – con CDU, Verdi e FDP (Partito Democratico Libero) – al cui interno dovranno convivere anime molto diverse tra loro. Sicuramente sarà una coalizione molto fragile e per ovviare a questa fragilità si cercheranno politiche meno incisive.

Peccato che così esca fuori il secondo problema, quello legato ai cambiamenti della politica: l’estremismo. Infatti l’AfD rischia di poter sfruttare i prossimi anni per prendere ancora più consensi alle prossime elezioni (magari anticipate) potendo contare su posizioni forti, estreme che la coalizione non potrà contrastare efficacemente, avendo idee molto diverse tra i tre partiti. Il rischio dell’effetto a cascata di queste politiche estremiste è reale: se passano i