Nei giorni scorsi abbiamo assistito impotenti ad alcuni eventi atmosferici molto intensi che si sono sviluppati tra Caraibi, Stati Uniti e Messico. Stiamo parlando degli uragani Harvey e Irma che han colpito Houston e la Florida e del terremoto al largo del Messico. Tre eventi devastanti, unici nel loro genere che hanno causato (e stanno causando) centinaia di morti e danni per centinaia di milioni. Nonostante tutto, però, la macchina della prevenzione e dei soccorsi ha funzionato.

Negli stessi giorni in Italia una forte perturbazione ha causato quasi gli stessi danni tra Toscana e Lazio. La concomitanza dell’uragano Irma in Florida e delle piogge a Livorno e a Roma ha permesso che nei tg nazionali ci venissero proposte le immagini dell’uno e dell’altro evento in successione. Miami non è certo Livorno o Roma, sono facili da distinguere, ma le immagini erano molto simili: allagamenti, fiumi in mezzo alle città, distruzione di macchine ed edifici. C’è una lievissima differenza di scala: se a Livorno sono caduti circa 25 cm di acqua, a Miami ne è caduto il triplo e con venti che superavano i 120 km/h. Non voglio girare il coltello nella ferita e non faccio il paragona tra Florida e Roma, dove un temporale di due ore ha trasformato le strade in fiumi in piena.

Il territorio tra Italia centrale e sud est degli Stati Uniti è diverso ma che per un temporale molto forte (tra l’altro previsto) la capitale d’Italia si trasformi nella copia di una città che nasce tra oceano e paludi sferzata dal più grande uragano mai registrato, mi pare una cosa clamorosa. Anche l’atteggiamento dei sindaci italiani e americani è stato lievemente diverso. In Usa in 72 ore sono stati evacuati migliaia di persone, sono stati allestiti centri appositi in cui rifugiarsi, le strade sono state monitorate costantemente e il sindaco teneva conferenze stampe con gli aggiornamenti ogni tot ore. Da noi si è cercato un colpevole – la Protezione Civile per il sindaco di Livorno (rea di non aver previsto la quantità d’acqua esatta che sarebbe caduta) e i sindaci prima di lei per il sindaco di Roma – si è pianto miseria e si è attaccata la politica nazionale.

Qualcuno dovrebbe ricordare ai due sindaci che i sindaci sono loro. Se in Italia non possono arrivare gli uragani (ma non è del tutto esatto), non dobbiamo dimenticare che siamo un paese ad alta sismicità. E’ da poco passato un anno dal terribile terremoto che ha duramente colpito il centro Italia, la cui magnitudo è stata di circa 6.0. Quello che ha recentemente colpito il Messico è stato dell’ 8.0. Due volte più forte. Se fosse successo da noi, e non è impossibile che accada, cosa sarebbe successo? Non voglio saperlo.
Da noi manca la prevenzione, la pianificazione e spesso il buon senso. Ci affidiamo alla speranza che non succeda mai nulla per poi piangere ogni anno due o tre tragedie evitabili e che non abbiamo evitato. Speriamo che piova il giusto, che faccia caldo il giusto, che la terra tremi il giusto e che Vesuvio e Campi Flegrei non si destino mai. Speriamo. Ma chi visse sperando…