Sarahah è l’app del momento. Ti permette di iscriverti, creare una sorta di casellina di posta e ricevere dei messaggi. Chi te li scrive però rimane anonimo.

Inventata nel 2016 dallo sviluppatore saudita Zain al Abidin Tawfiq, inizialmente serviva per comunicare coi capi al lavoro in maniera schietta senza aver timore di ricevere rappresaglie. In questi giorni è scoppiata la moda e in molti pubblicano il proprio indirizzo attraverso i social. Inaspettatamente (ironia inside) si vedono pubblicati solamente messaggi positivi e confortanti.

Probabilmente una buona parte di questi messaggi sono scritti dai proprietari stessi (e ci sta) ma in tanti si stanno chiedendo se non sia un app pericolosa. L’anonimato aiuta a scrivere le peggio cose e questo su chi ha poca autostima può essere dannoso.

Al netto delle trollate tra amici, pensate a chi si iscrive sperando di ricevere qualche complimento o incoraggiamento e si trova ricoperto di insulti. Oppure non riceve nessun messaggio, cosa forse pure peggiore.

Però questa app spinge anche ad un’altra riflessione: l’onestà intellettuale la riusciamo davvero a sostenere? Perchè a me sembra, e lo dico spesso, che l’onestà va sempre benissimo quando riguarda gli altri ma quando viene rivolta verso di te, chi te lo dice è uno stronzo. In questa società permeata dall’ipocrisia, la verità su noi stessi ci piace davvero?