Alan_-_07“Le unioni civili e il matrimonio tra persone dello stesso sesso sono un diritto umano”. Con 390 voti a favore, 151 no e 97 astensioni, il Parlamento Europeo ha votato a favore del riconoscimento del matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Inoltre, ha approvato la relazione che incoraggia i governi e le istituzioni a riflettere sulla questione. Lo staff di ‘IdealMentre’ propone alcune opinioni su un argomento sempre più attuale e che continua a spaccare l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari.

 

LOVE IS LOVE – Quella che in Italia viene sovente bollata come “una minaccia per la famiglia tradizionale” in tutta Europa viene considerato un “diritto umano”. Mi auguro che presto il Parlamento ci metta in linea con l’ordinamento di paesi come la Svezia, l’Inghilterra, l’Olanda, anzichè mantenerci in linea con l’Iran. #LoveIsLove (Carlo Gamna)

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FELICITA’ DIRITO INALIENABILE – Quando dite di essere contrari alle unioni omosessuali, vi immagino infastiditi per non essere stati invitati alla loro cerimonia. Non trovo altre motivazioni plausibili. Non sono omosessuale e credo poco al matrimonio, ma penso mi darebbe fastidio se qualcuno mi dicesse che non posso sposarmi perché a lui non garba. Se non va a voi, non sposatevi, ma dire agli altri cosa devono e non devono fare fa venir voglia di prenotarvi una visita da uno psichiatra per un sospetto di delirio di onnipotenza. Suvvia. Lottate perché i vostri figli siano felici sempre, a prescindere da chi si portano a letto o all’altare, ché la felicità, ancor più dell’amore, è un diritto inalienabile, tuo e di tutti. (Michela Formicolacoppia)

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CE LO CHIEDE L’EUROPA – 12 marzo 2015, il Parlamento europeo approva in quel di Strasburgo la “Relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo nel 2013”, il cosiddétto rapporto Panzeri. Tra le molte direttive che questo rapporto contiene, c’è un punto importante:

Punto 162: «[il Parlamento europeo] prende atto della legalizzazione del matrimonio o delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in un numero crescente di paesi nel mondo, attualmente diciassette; incoraggia le istituzioni e gli Stati membri dell’Ue a contribuire ulteriormente alla riflessione sul riconoscimento del matrimonio o delle unioni civili tra persone dello stesso sesso in quanto questione politica, sociale e di diritti umani e civili».

Sono europeista convinto. Credo fortemente nello spirito dell’Unione, la quale non deve essere solamente un forte polo economico e di libero scambio, ma un’Europa politica, che si batte per l’uguaglianza dei diritti e che sia un vero baluardo di civiltà e democrazia. E’ importante che il messaggio inviatoci da Strasburgo venga colto dal nostro Parlamento, il quale deve diventare l’artefice di una nuova stagione di riforme sul tema dei diritti.
Siamo gli unici, tra i “big” dell’Unione Europea, a non avere ancora approvato una legislazione per la regolamentazione delle unioni civili. Insomma, #celochiedeleuropa (Federico Toscosentinelle)

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SERVE MENO EGOISMO – Io sono probabilmente una persona particolare: non mi interessa molto cosa fa il “prossimo”, purchè non mi provochi danno o lo faccia ad altri. Sono ancora giovane, e sono sicuro che per questo la mia opinione su argomenti importanti come i diritti civili non sia del tutto sviluppata,anche per il fatto che non si ha spesso modo di discuterne (ammonizione per la “buona scuola”! Magari modernizzare i programmi?).

Però penso che se una persona voglia legarsi ad un’altra e viceversa, ed il loro sentimento sia vero (molto più che in coppie etero che divorziano dopo 6 mesi), non ci siano motivi per vietarne il matrimonio, tanto più se questa cerimonia sia un modo per legittimare la loro dignità ad occhi che non vogliono vedere. Se solo le persone ragionassero con meno egoismo… (Roberto MoschiEuropee)

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MA IL MATRIMONIO E’ SOPRATTUTTO UN DOVERE – Ho deciso di ribaltare un po’ la questione: mi piacerebbe che, per una volta, si parlasse, prima del diritto, cosa naturale, se intesa come libera unione tra due persone che si amano,  del dovere. Il dovere di vivere il matrimonio, qualunque esso sia, con serietà: non un gioco, non un passatempo per farsi una bella festa e poi il nulla.

Prendere il matrimonio, prima che come un diritto, come un dovere di fronte alla società, il dovere di impegnarsi affinché la persona che ho scelto sia per sempre e non solo una delle tante, sia sempre il Centro della coppia da far crescere giorno dopo giorno, rinnovandola sempre. Quando saremo di nuovo capaci, tutti, etero e non, di vivere il matrimonio come un dovere sociale, allora cercherò di esprimermi meglio sulla questione del diritto. (Letizia Petitielton)

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CON IL ‘NO’ SI DISCONOSCE L’UMANITA’ – Potrei usare una metafora per commentare l’intera vicenda e non la sola dichiarazione in sé del Parlamento Europeo, per quanto corretta e condivisibile: “Dopo Adamo ed Eva, i successori furono due figli maschi, fratelli. Tecnicamente non c’erano altri individui oltre a loro quattro, eppure la teoria creazionista contempla la nascita e l’ascesa del genere umano ad immagine e somiglianza divina.

Qui le possibilità di riflessione e procreazione sono poche, eppure, non ci è stato nessun disfacimento sociale, Epifania apocalittica od altro. Per quale motivo si dovrebbe essere contrari a meno che non si disconosca l’umanità in sé? (Fabrizio Turello)