facebookCosa non sopporti su Facebook. Ci sarebbe talmente
tanto da dire ma decido di soffermarmi su una sola di queste: gli hastag usati dalle bimbeminkia. L’hashtag su facebook è stata la seconda piaga più grande dall’attivazione della funzione “mi piace”. Da quando le bimbeminkia hanno capito che mettendo un cancelletto prima delle loro cagate quelle stesse cagate si sarebbero illuminate di blu non c’hanno più visto e lo usano costantemente, sempre più a sproposito. Sarò babbo io ma io credevo che l’hashtag fosse una funzione esclusiva di Twitter grazie alla quale poter raccogliere le notizie in tempo reale su un argomento, es: #CharlieHebdo , #Siria, #Magalli. Era uno strumento utile, su Twitter. Su Facebook è una piaga.

Federico CanoUntitled-1

Se Facebook fosse la fatina azzurra gli chiederei di far sparire tutti (o quasi) quelli che scrivono sulle bacheche delle pagine cittadine (ogni paese ormai ne ha una), dove i commenti pullulano di frasi così sgrammaticate che acca, accenti, apostrofi e congiuntivi sembrano malattie e dove tutto e tutti del paese vengono criticati e puntualmente è sempre colpa del comune (mi è morto il gatto, la strada è ghiacciata, piove sempre? Tutta colpa del comune!) come fosse un’entità a sé stante o peggio ancora un cahier de doleances moderno. Ecco, detesto loro e su Facebook ci sto alla larga.

Silvia Becchis


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Personalmente non mi piacciono:
-quelli che mettono ogni minuto le foto del loro cane quando è evidenze che gliene importa niente a nessuno della loro zoofilia (menzione speciale per gli idioti che gli fanno il profilo personale);
– quelli che ogni mattino mi danno il loro buongiorno: vaffanculo vai a dormire!
– quelli che mettono le foto dei bambini malati o picchiati: no comment!
– quelli che scrivono tutto quello che fanno: di solito non hanno un cazzo da fare tutto il giorno.
– quelli che parlano solo di calcio: esiste anche il calcio femminile;
– quelli che hanno il profilo di coppia;
– quelli che scrivono i propri voti su facebook (di solito solo i 30 infatti sono specie in via di estinzione);
– quelli che ce l’hanno sempre con qualcuno ma non ne rivelano l’identità, manco fosse papà gambalunga;
– quelli che “hanno stati i politici ladri”;
– quelli che mettono i link si dice della cura del cancro col limone ma è un segreto che le case farmaciste non ci dicono;
– quelli che mettono esprimono il loro amore per Dio ogni giorno: vi capisco, anche io amavo i pokemon;
– quelli che spoilerano i film e le serie tv: Zeus vi fulmini!!
Quelli che creano un sito chiamato Idealmentre e che mi fanno scrivere di sera!
PS. Le frasi sopra riportate sono state scritte apposta per offendere e turbare.
Francesco Pellegrinoimages

Nati come strumenti utili a comunicare qualcosa di utile e migliorare la qualità della vita, diventati luoghi dove strumentalizzare sentimenti e azioni per sentirsi appagati e distogliere l’attenzione da ciò che è realmente importante. Cosa infatti di più inutile di postare quotidianamente un selfie del tuo volto appena sveglio o gli screenshot, appositamente studiati, delle conversazioni (senza senso) con il tuo amico? Troppa superficialità e informalità che distrugge il carattere pubblico della Rete e ne fa una cattiva piattaforma per il dibattito, cosa di cui avremmo bisogno in questi tempi di crisi. Irreversibilmente lanciata la moda delle foto allo specchio, ai tatuaggi, alle unghie glitterate, alla borsa nuova e al bicchiere pieno di vodka: gente piccola che cerca di spiegare quanto è grande.Non usiamo inutilmente la nostra libertà, questa, se esercitata male, può far perdere la dignità.

Alessandra Mandarano

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Detesto, a proposito di social, l’omologazione del linguaggio, sintetico tanto da diventare fine a se stesso. Il dramma lo vivo soprattutto quando la gente, nella vita reale, acquista la parlata tipica degli aforismi facebookiani. Altro motivo di rabbia è l’abuso immotivato degli hashtag: ma c’è qualcuno che li legge tutti?
Alessio Cappello