In Italia sta aumentando il razzismo? O c’è sempre stato? Questo Governo lo fomenta e ne è responsabile? O è un’esagerazione dei media? L’Italia ha davvero il razzismo nel dna? Sette riflessioni, sette opinioni, sette punti di vista sulla questione.

L’ITALIANO ODIA TUTTI – L’Italia è razzista? Questa è la domanda che tutti pongono o si fanno in questi giorni. La risposta per me è no. L’Italia non è razzista. L’Italia era cosmopolita e aveva superato l’idea di genere quando nel resto d’Europa le persone vivevano ancora nelle capanne di fango. Poi sono passati i secoli e l’Italia è caduta di prestigio e potenza. Ma l’Italia non è razzista. Gli italiani lo sono. Ma non perchè odiano le persone di un colore diverso. Lo sono perchè odiano tutti, indiscriminatamente, a parte (forse) i propri familiari. Odiamo i vicini di casa, quelli dei paesi vicini, quelli con la barba, quelli più ricchi di noi, quelli più poveri di noi, quelli alti, i bassi i belli e i brutti. A nessuno interessa se sei gay, etero o bisex, tutti hanno un motivo per essere odiati. Gli italiani oggi sono intrisi d’odio. La politica sta solamente cercando consensi su quell’odio nel modo più irresponsabile possibile e questo porta la gente a fare quelle porcate che leggiamo sui giornali. Le facevano prima e le faranno (sempre di più) nei prossimi giorni. L’Italia non è razzista, gli italiani sì. (Federico Garabello)

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IL NEMICO E’ SEMPRE L’ALTRO – Credo che gli italiani fossero intolleranti anche prima di questo governo, storicamente lo sono sempre stati, dalle conquiste coloniali, agli anni 50 quando gli immigrati erano i meridionali, fino ad oggi dove troviamo gli stessi meridionali vittime di razzismo in passato, essere razzisti con gli immigrati (o sarebbe meglio dire con quelli con colori della pelle diversa dalla nostra, visto che anche chi è nato qui ma ha la pelle nera non viene considerato alla pari degli altri). Non è quindi una questione geografica, e soltanto razziale, l’odio del diverso si vede in mille occasioni anche nei confronti di gay, trans, ecc. L’unica cosa imputabile a questo governo rispetto agli altri, è che ogni giorno soffia su questa intolleranza, solletica la rabbia e il disagio delle persone, creando un nemico che come sempre, da buoni italiani, è sempre l’altro, creando il solito atteggiamento auto assolutorio che se l’Italia fa schifo, non è per colpa mia che non pago le tasse, che butto l’immondizia per strada, che cerco di rubacchiare sempre qua e là, ma è colpa dei neri che vengono da paesi che abbiamo sfruttato fino ad oggi, e dei quali non ci importa nulla.

Il razzismo non è una cosa solo italiana penso che sia genetico nell’essere umano avere paura di ogni cosa che sia diversa da noi….poi magari uno nella vita legge qualche libro e riesce a superare quel muro, altri invece leggono i post di Salvini o Di Battista e si fermano lì, e poi ci sono quelli nati stronzi che così sono e così rimangono e che odiano il prossimo a prescindere. Per gli ultimi non c’è nulla da fare, per tutti gli altri ci vorrebbe maggiore educazione, e certamente una politica che passa il tempo ad additare chiunque sia diverso come un pericolo non aiuta, ed è una cosa molto pericolosa. Poi ci sarebbe da parlare dell’inesistenza dell’opposizione ma andrei fuori tema. (Igor Stasi)

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SI’, SIAMO RAZZISTI – Il razzismo c’è e ci sarà sempre. Siamo italiani, ci facciamo andare bene le cose per qualche tempo, poi ce la prendiamo con qualcun’altro. Basta ricordarsi dell’era Berlusconi: mai sentito uno che lo avesse votato, eppure. Ora ce l’abbiamo un po’ con tutto e tutti devo dire, ma gli immigrati hanno quasi soppiantato i rom (anche se spesso li si riunisce alla Hitleriana), Renzi e Cr7. Non c’è un problema “razzismo” da quando esiste il governo, esiste questo governo perché siamo razzisti. Che è diverso. Questo governo però, con i suoi modi da fare raffinati, ha fatto si che i beoti di turno se la prendessero con persone che non avevano nessun motivo per essere aggrediti. Beh, a parte il fatto di essere neri ovviamente! Rimane il dubbio che ora, più che qualche anno fa, la notizia sia più vendibile e quindi più venduta, però i fatti alla fine sono reali.

Comunque le aggressioni assurde di questo genere mi fanno venire in mente una scena per me agghiacciante della nona puntata di “Band of Brothers”, splendida serie creata da tre ignoti di nome Hanks, Spielberg e Ambrose, su alcuni episodi della seconda guerra mondiale. Entrati in Germania, gli Alleati si imbattono in qualcosa che non sanno cosa sia e chiedono alle persone che trovano in questo posto, poco lontano da un paese, perchè siano li, se fossero criminali, se avessero avuto problemi con la legge. Questo personaggio, risponde che semplicemente erano medici, scienziati, artigiani, musicisti o altro, ma tutti ebrei o polacchi. Questo era il morivo della loro residenza in un campo di concentramento nazista. Consiglio a tutti la visione di questa serie, a prescindere dall’opinione politica, perchè le cose disumane che sono accadute 75 anni fa, non devono più ripetersi e non le auguro al mio peggior nemico. Non siamo ancora a quel punto per fortuna, ma una valanga nasce in un attimo e per un’inezia quando ci sono le giuste condizioni, ma quando è partita non si arresta facilmente. (Roberto Moschietto)

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CRISI E IGNORANZA – Razzismo o ignoranza? Spesso ci si interroga se il primo sia figlio di una mancanza di cultura generale che può portare a derive preoccupanti, per usare un eufemismo. Episodi di razzismo più o meno subdoli e latenti credo siano sempre esistiti anche quando Paesi come l’Italia hanno vissuto momenti di benessere. Già perché se il razzismo é figlio dell’ignoranza spesso questa viene associata alle crisi economiche. Questa “catena”, però, non ha i suoi anelli cosi saldamente legati ma possono diventare elementi di congiunzione che mettono in connessione interessi diversi e non necessariamente economici anzí. In fondo il razzismo è anche fonte di interessi che se da un lato si manifesta in episodi delinquenziali dall’altro c’è chi alimenta il razzismo per arrivare là dove non ci sarebbe mai arrivato. Crisi o non crisi, cultura o ignoranza, il razzismo esiste e sguazza nell’humus dell’interesse individuale. (Roberto Tuninetti)

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PIU’ CHE RAZZISTI, CODARDI – Facciamocene una ragione: gli italiani sono dei codardi. Sì, avete letto bene: codardi. Perché solo dei codardi riescono a vedere negli sguardi delle persone disperate che vorrebbe raggiungere l’Europa e la salvezza lo sguardo di un nemico. Il problema degli italiani è che hanno da sempre questo impellente bisogno di riversare la loro rabbia, la loro frustrazione, i loro insuccessi, la loro insoddisfazione e la loro ignoranza contro una categoria ben precisa, vista appunto come “il nemico”: quella di chi è messo peggio. Ora come ora il nemico sono i migranti e quindi bisogna assolutamente eliminare e fermare chi arriva dal mare col gommone. Negli anni ’50 bisognava eliminare i “terun”. Negli anni ’30 gli ebrei. E la cosa bella è che, essendo tipicamente da italiani avere la memoria corta, quelli che ridono se qualcuno aggredisce una persona di colore, sono quelli che il 27 di gennaio condividono le foto dei cancelli di Auschwitz e scrivono “Per non dimenticare” o che si indignano quando a scuola studiano che, durante il boom economico, Torino pullulava di cartelli con su scritto “Non si affitta ai meridionali”.

Bisognerebbe ricordare a queste persone che così facendo, oltre che ipocriti e profondamente ignoranti, si è totalmente complici di chi da qualche settimana ha iniziato questa catena di aggressioni a scopo apertamente razzista. Perché se ne ridi, se ne gioisci, se pensi che non si tratti di razzismo, ma solo di bravate o di atti di gente “stufa” (stufa di cosa, poi? E soprattutto: essendo stufo allora sei legittimato ad agire con violenza?) allora è come se tra quegli aggressori ci fossi anche tu.  Gli italiani sono codardi. Perché solo i codardi aggrediscono persone indifese e si sentono legittimati a farlo perché il nostro attuale vice premier è un folle pericoloso che nega la gravità di queste azioni violente.  Il tutto condividendo poi l’8 marzo post contro la violenza sulle donne, perché l’ipocrisia non deve mai mancare. (Sara Martini)

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UN PROBLEMA DI TUTTO L’OCCIDENTE – Gli atteggiamenti e i comportamenti razzisti nell’ultima decade sono cresciuti ed esplosi senza sosta, non solo in Italia, ma in tutto l’Occidente.  L’instabilità provocata dalla crisi economica globale, la distruzione della classe media, l’aumento di insicurezza economica e la crescita della disuguaglianza economica delle popolazioni ha creato tutto il necessario contesto perché quelli che in tempo di “pace sociale” erano atteggiamenti minoritari, oggi, siano diventati maggioritari o quasi. È in questi terreni così precari che favoriscono le ideologie politiche culturalmente più deboli, ma socialmente resilienti, che crescono e si sviluppano xenofobia, razzismo e odio. Gli italiani, in questo, non sono diversi da nessun altro popolo occidentale. Quando i livelli di precarietà sociale sono elevati è facile cedere alle lusinghe delle semplificazioni teoriche, dei metodi e, soprattutto, delle parole e della comunicazioni. Del resto, questi fomentatori di odio appartengono a partiti che mai hanno abbandonato il loro credo politico, il fascismo, e che hanno saputo rinnovarsi nelle forme e nella comunicazione: Sono i sempreverdi (serpeverde) dello scenario politico, e come tali hanno grande capacità di adattamento.

In questo contesto è facile sentirsi l’ultimo e come tale, se si trova chi riesce a far sentire il singolo parte di una comunità più ampia, allora da un lato ci sente meno soli e meno ultimi, dall’altro, invece, ci si sente legittimati a prendersela con gli ultimi: Esattamente come a scuola con il bullismo, ove, per quanto bullizzati, si è sempre il bullo di qualcun’altro.  Nelle scale a dimensione sociale, perché la propaganda dell’odio funzioni, oltre al bullismo, necessità di un capro espiatorio, un qualcuno che ci faccia sentire meno pessimi e meno ultimi, e maggiormente parte delle comunità che contano: Questo si traduce con un prendersela con le minoranze, come musulmani, ebrei, omosessuali e donne.

L’italiano di professione odia solo il campanile vicino, ma, di fatto, oggi odia questi ultimi che arrivano, dopo estenuanti viaggi dall’Africa o dall’Asia, perché da un decennio è sottoposto a una martellante propaganda intrisa di fake news che facilitano e portano l’odio per il diverso alle stelle. Alla fine è più facile credere di essere fantastici e lasciar sì, che ci convincano di ciò, che specchiarsi e scoprire di essere la panacea di tutti i mali. E proprio specchiandosi è più facile odiare uno di questi ultimi perché ci ha rubato il lavoro che riconoscere di essere inqualificati. L’ipocrisia sì, che è parte integrante dell’essere italiani, molto di più dell’odio. La politica in tutto questo ha avuto la responsabilità di rimanere in silenzio a sinistra e di aver legittimato con toni sempre più forti e senza condanne di eccesso tra i populisti del governo. Questo clima infame ha creato tutto il background affinché oggi si abbiano i gravi problemi di odio che quotidianamente stanno accadendo. (Fabrizio Turello)

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LE COLPE DEL GOVERNO – Non sconfiggeremo mai il razzismo. Le discriminazioni sono sempre esistite, dall’alba dei tempi e, quando si pensava fossero state superate e sconfitte sono tornate. Puntualmente. Ciclicamente. La storia ci ha mostrato innumerevoli volte l’esito delle nostre azioni e noi, ogni volta, abbiamo commesso gli stessi errori. Evidentemente siamo in quella fase della storia in cui stiamo tornando indietro per ripercorrere, ancora una volta, una strada tragica e orribile. L’attuale governo ha affermato che il razzismo vi era anche quando la sinistra aveva la maggioranza. Vero. Il razzismo c’è sempre e stato e ripeto, ci sarà sempre. Ma a me, più che gli italiani razzisti, preoccupa il fatto che questo governo incentivi il razzismo. Dare la colpa agli immigrati, fare del diverso l’unica fonte di problemi nel nostro Paese è molto pericoloso. Lo abbiamo visto in questi giorni, dove persone comuni sparano a bambini e operai non italiani, e regolari cittadini vengono respinti all’Asl per motivi etnici.

Lo ripeto, la cosa più terrificante di tutti ció, più che gli episodi in sè che purtroppo ci saranno sempre, è il silenzio/consenso delle istituzioni. C’è un ministro dell’interno (colui che dovrebbe garantire la sicurezza del Paese) che fomenta l’odio, un Premier e un vicepremier che girano le testa dall’altra parte, forse per paura o forse per vergogna verso il mostro che hanno liberato. La gente è razzista, ma fintanto che le istituzioni condannano e reprimono le terribili gesta a sfondo razziale, si può arginare il fenomeno. Ma nel momento in cui le istituzioni assecondano il razzismo ognuno si potrà sentire legittimato e in dovere di sfogare il proprio odio. La storia è ciclica dicevamo e i sovrani che hanno messo il popolo sulla forca alla fine sono finiti sul patibolo. Questo governo ha armato il popolo. Ci sfogheremo sui neri e sugli zingari. Poi passeremo agli albanesi e romeni, i nemici di qualche anno fa. Poi i marocchini. Infine, forse i meridionali. E quando avremo eliminato tutti i diversi e continueremo ad essere disoccupati, a pagare miliardi di tasse, a non avere infrastrutture funzionanti, ad avere la sanità a pezzi e l’istruzione e la ricerca in uno stato disastroso, allora forse capiremo che il problema non era il diverso e dovremo sfogare la nostra rabbia su qualcun’altro. Chissà a chi toccherà (Massimiliano Manzo).