Le nostre opinioni, diteci la vostra:

NON ESISTE CATTIVA PUBBLICITA’ – Un vip che si occupa di una vicenda come può essere quella della Open Arms crea senza dubbio un forte interesse riguardo la vicenda stessa. Non è da escludere che il vip in questione sia interessato soltanto a farsi pubblicità fingendosi partecipe di una causa importante, ma non bisogna nemmeno darlo per scontato. Alla fine i vip sono esseri umani e può darsi che abbiano idee e valori propri. Certo, la portata dei loro gesti è molto maggiore rispetto a quella di noi comuni mortali, ma non vedo perché un qualunque signor Nessuno possa dire tutto quello che gli passa per la testa (magari usando piattaforme di portata mondiale) mentre invece un vip dovrebbe evitare di esporsi. Il ragionamento “continua a fare il tuo lavoro e non ti immischiare in certe faccende” non funziona, perché se così fosse davvero nessuno potrebbe parlare di nulla. Quindi perché non lasciare che qualcuno con un po’ di seguito faccia del bene, anche solo per tornaconto personale? Alla fine, come disse Jordan Belfort, non esiste una cattiva pubblicità. (Fra. Pen.)

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UN APPORTO DA RIVEDERE – I vip potrebbero anche essere utili per aumentare l’attenzione su un determinato argomento, portare all’opinione pubblica criticità sociali che rischiano di essere nascoste ai più. Pensiamo al Live8 come esempio massimo. Alcuni vip poi sono più credibili di altri e funzionano meglio. Però oggi è anche vero che certi moralismi, certi insegnamenti di come si sta al mondo, sono un po’ pesanti quando non del tutto una gran pagliacciata a scopo meramente pubblicitario. Forse oggi il loro valore e il loro apporto alla/e causa/e andrebbe un po’ rivista. (Fed. Gar.)

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MENO PUBBLICITA’ PLEASE – Ritengo la pubblicità una gran cagata e un concetto idiota. Perché, come mi spiegò anni fa un’amica pubblicitaria, funziona con il cosiddetto “consumatore inconsapevole”, modo diplomatico di descrivere un ebete. Perciò, che sia per un assorbente o per la Open Arms, a prescindere la ritengo inutile. Ma, considerando il numero di ebeti al mondo, me compreso, in termini statistici questi metodi funzionano. Ci sarà un 50% su cui Richard Gere che porta l’acqua fa presa, come ci sarà l’altro 49% a cui sta sulle palle perché non aiuta prima gli italiani e l’1% che non sa chi sia. Per come la vedo io, per i migranti meno pubblicità c’è, meglio è. Questi poveri cristi hanno bisogno di scendere e andare dove riescono a sopravvivere. Che facciano parte o meno dell’1% di quelli che non conoscono Richard Gere. (Rob. Mos.)