12233171_10206938630697558_549169496_nSiracusa, giugno 1964. La nave Esperia è attraccata da due giorni, al Teatro Greco si rappresenta la Medea di Euripide e alla Marina viene ripescato il corpo senza vita di un ragazzo. Si tratta di Sebastiano Spicuglia, figlio di un cordaio della città. Tra le confuse indagini al porto, la scomparsa del padre del ragazzo, l’ambiguità dell’imprenditore Angelo Alessi e l’arrivo del nuovo giudice istruttore Piccolo, le cose al commissariato Abela si faranno sempre più asfissianti.

A rendere ancora più calda la complicata estate del taciturno commissario Portanova si metteranno di mezzo la sempre più forte malinconia che gli soffoca la gola e l’affascinante vedova del piano di sopra Lucia Scollo. Il commissario e il suo sigaro Toscano, lontani dalla moglie Carla, dovranno fare i conti con un apparente caso senza fine, dove niente è come sembra.

Alberto Minnella sa scrivere bene e riesce nella missione (narrativamente definibile “suicida”) di ambientare i suoi romanzi nella Sicilia di Montalbano usando talvolta il dialetto come fa Camilleri. La città di Siracusa, malinconica e dolente, non è solo lo sfondo della storia ma ne è quasi la protagonista.

Il romanzo possiede tutti gli ingredienti necessari per un buon giallo a partire dal ritrovamento misterioso di un corpo per arrivare alla figura di un commissario misantropo e amante dei sigari: vi sarà difficile staccarvi dalle pagine.

(a cura del Gruppo Lettura Carmagnola)

UNA MALA JURNATA PER PORTANOVA. SIRACUSA, 1964
Autore: Alberto Minnella
Pagine: 170
Editore: Frilli