Esistono siti internet tramite i quali si possono facilmente acquistare scarpe e vestiti, come Zalando per esempio. Esistono siti internet tramite i quali si possono facilmente acquistare libri, DVD e altro ancora, come Amazon per esempio. E poi c’è la pagina Facebook “I Giovani Fascisti Italiani” grazie alla quale si possono comprare comodamente busti di Benito Mussolini, magliette raffiguranti il fascio tricolore e, ciliegina sulla torta, dei bellissimi manganelli recanti citazioni del benamato dvce, di cui evidentemente si ha ancora nostalgia.
Al di là del discorso – che sinceramente trovo molto stupido – secondo il quale “Ma a te cosa te ne frega, ognuno può mettersi in casa cosa vuole!” (anche se bisogna poi vedere se chi compra, per dire, la maglietta con il bel visino fine di zio Benito, la indossi poi effettivamente solo in casa), il problema vero è che chi compra queste porcherie da nostalgici, ci crede veramente in quello che simboleggia l’oggetto in questione. Così come è un grosso problema il fatto che i gestori della pagina possano vendere questa becera mercanzia tramite Facebook senza che nessuno intervenga.
Perciò cari miei, se da domani vi va di girare per le strade con una maglia di Riina o di Provenzano fate pure, tanto evidentemente se si prova a vietare la vendita di oggetti che osannano assassini, viene fuori la storia che tutto ciò è liberticida. E quindi va bene così, tutto regolare.