800px-IMG_2816.JPG_(8059850924)Sono una studentessa dell’Università di Farmacia di Torino. Una mia “collega”, Serena Saracino, ha perso la vita ed un’altra, Annalisa Riba, sempre della mia facoltà, ha rischiato di perderla. Erano entrambe in Spagna perché avevano deciso di andare a studiare all’estero, come molti altri giovani, con il programma Erasmus. Un programma che esiste da una ventina di anni e che forse oggi rappresenta uno dei migliori traguardi dell’Unione europea, che per quanto riguarda altri argomenti sembra essere più una “dis – unione”.

Avevano deciso di andare una festa, in pullman. Peccato che al ritorno, l’autista di quel pullman abbia avuto un colpo di sonno che per tante studentesse, 7 italiane in tutto, è stato fatale. Come uno schiocco di dita, i sogni e l’ambizione, la voglia di conoscere, di crescere, di formarsi, di Serena e delle altre ragazze che han perso la vita sono state spazzate via.

Un episodio così sveglia gli animi, non solo perché il numero delle vittime è elevato e per com’è avvenuto l’incidente, ma per le vittime coinvolte, persone giovani che nella vita potevano dare ancora tanto, e per il fatto che ultimamente di uccisioni di studenti ne abbiamo già sentito parlare troppo. Basti pensare a Giulio Regeni, ucciso in Egitto mentre stava portando a termine il suo dottorato, o alle due studentesse che viaggiavano sole in Sud America e che sono state uccise dal ragazzo che le ospitava in casa, che hanno fatto partire la campagna #viaggiosola. Saltano fuori così discussioni, e dalle discussioni spesso nasce la paura di affrontare avventure simili, di partire e di vedere altre parti del mondo. Una paura che ci fa rimanere fermi nelle nostre città considerate rassicuranti. 258px-Erasmus_logo.svg

Forse questa paura inconsciamente colpisce un po’ ognuno di noi, ma io penso che l’importante sia saperla gestire. Fatti come questi possono accadere in ogni parte del mondo. Certo per chi decide di vivere con coraggio, decidendo di non farsi incatenare da queste paure, la possibilità di andare incontro a fatti che potrebbero sconvolgergli la vita è un po’ più alta. Ma in fondo è un po’come scommettere: c’è sempre la possibilità di perdere, ma anche – ed in questo ambito oserei dire nella maggior parte dei casi – quella di vincere. Vincere la possibilità di aver raccolto mille esperienze che fanno di te una persona migliore.

Il prossimo anno ho preso la decisione di partire anche io in Erasmus in Spagna. In un momento così, dove la mia decisione potrebbe vacillare, sento però che la mia voglia di partire è ancora maggiore e sento di dover citare una delle mie poesie preferite, Ulisse di Alfred Tennyson, un inno al viaggio, al desiderio di conoscenza e di vivere la vita fino in fondo. Lo stesso verso che probabilmente dirò a mia madre vedendola triste prima che io parta e che spero che molti altri studenti come me abbiano ancora la voglia e il coraggio di dire:

“I cannot rest from travel; I will drink Life to the lees. [..]”
“Non posso smettere di viaggiare, berrò la vita fino in fondo”

(Foto: Wikipedia)