Il 2017 si avvia alla conclusione e Idealmentre ripercorre i volti – e i fatti a loro necessariamente legati – che lo hanno maggiormente segnato, nel bene e nel male. Non sono i nostri personali ‘Oscar’, attenzione: bensì, una riflessione su quanto ci ha lasciato l’anno appena trascorso e i possibili cambiamenti che lascia in ‘eredità’ al 2018 ormai alle porte.

SOCIAL: CHIARA FERRAGNI

30 anni. 11.3 milioni di followers su Instagram. Un’azienda da 30 milioni di euro con base a Los Angeles. 20 dipendenti. Uno store a Milano con code chilometriche all’entrata e una serie in apertura prossimamente in Cina.

Bastano un paio di numeri per capire di chi stiamo parlando. Infatti, tra i personaggi che più quest’anno hanno imperversato sui social network, non potevamo non eleggere a PDA social dell’anno la nostra connazionale Chiara Ferragni.
La giovane cremonese quest’anno è stata protagonista della scena social con una climax di successi nella carriera lavorativa e nella vita personale.
A pensarci, giusto l’anno scorso se mi avessero chiesto di dare una descrizione di Chiara Ferragni, non avrei saputo cosa rispondere: fashion blogger? Influencer? Designer? Altro mestiere difficilmente traducibile in italiano?
Sì, perché la Ferragni incarna proprio questo: un nuovo modello di lavoro e di business (la new digital economy, come molti la definiscono) che suscita diffidenza e scetticismo nell’italiano medio 2.0.

Personalmente, ho scoperto Instagram (non l’avessi mai fatto) solo un anno fa, e da quel momento la mia curiosità nei confronti di questa ragazza che imperversava nei trend consigliati dal social mi ha spinto a fare qualche ricerca più accurata sul suo conto.
E così ho scoperto che la Ferragni non era solo la fidanzata di Fedez e la promoter di grandi firme che difficilmente ci si può permettere nel corso della vita. L’avventura di Chiara Ferragni comincia infatti nel 2009, con l’apertura del suo blog “The Blonde Salad”. Come in ogni storia, il talento però non basta. Infatti la Ferragni ha avuto la fortuna di creare il suo blog agli inizi del fenomeno dei fashion blogger e degli influencer, catturando da subito l’attenzione di grandi marchi.
Il resto, come dicono già ad Harvard da un paio d’anni, è case history: il percorso della Ferragni è già studiato nella Business School dell’università americana come modello per lo sviluppo di business nel settore fashion. La Ferragni è stata anche protagonista delle classifiche di Forbes, raggiungendo quest’anno il primo posto nella top ten degli influencer più quotati al mondo.

Dall’altra parte, nell’ultimo anno si è molto parlato della Ferragni, ma non per i suoi successi imprenditoriali. Infatti, in Italia la bionda cremonese viene ancora vista da alcuni semplicemente come la fidanzata del “coso dipinto”, il rapper Fedez.
La storia della coppia è stata seguita sui social dai suoi albori fino alla proposta di nozze, avvenuta quest’anno durante il concerto del rapper all’Arena di Verona. Da pochi mesi, inoltre, la coppia ha dichiarato di essere in attesa del primo figlio, già star di Instagram ancora prima della nascita (la foto dell’ecografia messa sul social è stata apprezzata da più di 400mila followers).
Ed ecco, qui sorge il mio scetticismo. Per quanto la figura di questa giovane donna mi incuriosisca e, sarò sincera, mi riempia di orgoglio per il modello imprenditoriale di successo Made in Italy, non posso che farmi delle domande sulla sua scelta di vivere così intensamente i social network, trasformando la sua vita privata in un diario pubblico.

Seguendola su Instagram, ho potuto constatare come la Ferragni raccontasse giorno per giorno, quasi ora per ora, i suoi viaggi e i suoi impegni di lavoro come i momenti più intimi della sua relazione e i passi più importanti della sua vita personale.
Certamente, la sua vita raccontata su Instagram non è che lo specchio del suo personal branding. Il suo fidanzamento è stato gestito come un’opera di social-marketing a tutto tondo. Insomma, difficile porre un confine tra il lavoro e la vita privata.
Sarà anche vero, ma un po’ mi manca il mondo in cui le cose belle, quelle davvero importanti, venivano custodite gelosamente, e non messe alla mercé del primo guardone social.

Credo, però, che la Ferragni sia anche lo specchio di un fenomeno che riguarda tutti noi, animali social(i). Pur inconsapevolmente, quello che raccontiamo sui social è qualcosa che deve dare una precisa e studiata immagine della nostra persona. Siamo tutti, ormai, personal brander di noi stessi.
Tutto ciò mi fa pensare a un film uscito recentemente al cinema, The Circle. Nel film, la protagonista Emma Watson (ALLERTA SPOILER) decide di vivere la sua vita costantemente connessa al mondo di The Circle, mostrando a tutti i suoi amici virtuali ogni momento, felice o triste, della sua giornata.
La differenza sostanziale tra The Circle e il “Ferragni show” è però che, sui social come Instagram, prevale giocoforza l’apparenza, la programmata esibizione del lato bello e scintillante della propria vita, dando l’illusione che tutte le ragazze con un trucco ben curato, le sneakers Converse e il pellicciotto multicolor possano diventare “The next Chiara Ferragni”.

Vi svelerò un segreto: non è così. E Chiara Ferragni lo ha capito subito. Nella sua ultima intervista a “L’Economia”, inserto del Corriere della Sera, ha dichiarato di aver assunto anche il ruolo di Presidente e Amministratore delegato di Tbs Crew, l’agenzia che gestisce i contenuti di The Blonde Salad, con l’obiettivo di espandere il blog per renderlo sempre più innovativo. Insomma, non solo selfie studiati: la moda è un affare serio.
La scelta di assumere un ruolo di tale rilevanza arriva in un momento ben preciso della sua vita: incinta di cinque mesi e con un matrimonio alle porte. Insomma, impegni che avrebbero spinto anche le donne più in carriera a frenare i loro impegni, ma non lei.
Piccola speranza: spero che in Italia si parli sempre più della Ferragni per il suo successo come donna, imprenditrice e futura madre in carriera, e meno dei “Ferragnez”. Perché questo risveglio del female power ci piace eccome.