Il 2017 si avvia alla conclusione e Idealmentre ripercorre i volti – e i fatti a loro necessariamente legati – che lo hanno maggiormente segnato, nel bene e nel male. Non sono i nostri personali ‘Oscar’, attenzione: bensì, una riflessione su quanto ci ha lasciato l’anno appena trascorso e i possibili cambiamenti che lascia in ‘eredità’ al 2018 ormai alle porte.

POLITICA: DONALD TRUMP

Il 2017 è stato un gran bell’anno, e il politico dell’anno, per me, è Donald Trump. Sono deluso anche io da me stesso. Con tutti i nomi che si potevano fare, le mie sinapsi hanno prodotto quello più scontato di tutti.

Le ragioni della mia scelta sono due:

1) Incredibilmente Bersani (la mia prima scelta) quest’anno ha fatto… ehm, si aspetta c’era quella cosa là…. No ok, non ha fatto nulla;

2) Trump non ha capito che tipo di elezioni ha vinto e nessuno del suo entourage ha fatto nulla per spiegarglielo.

E’ il mio politico dell’anno, però, perchè è un personaggio senza eguali nella storia e un premio se lo merita per forza.

Sta approcciando il ruolo politicamente più importante del Mondo con una tale leggerezza e sconsideratezza che veramente non ha eguali nella storia dell’umanità. Parafrasando, in un tweet ha scritto “Non capisco come Kim Yong-un si permetta di chiamarmi vecchio, quando io mai mi sono permesso di chiamarlo basso e grasso”.

Il Presidente degli Stati Uniti d’America utilizza un social network (non a caso quello con un limite di caratteri, e tanto bastano per esprimere i suoi profondi concetti) per dire al dittatore più pericoloso e instabile del Mondo che è un ciccione. Roba che in confronto Caligola ed il suo cavallo eletto a senatore ne escono puliti con la statuetta di “Miglior imperatore della storia di Roma” sottobraccio.

Ho provato ad immaginarmi la reazione del dittatore Nord-coreano alla lettura di quel tweet.

Opzione 1: si arrabbia tantissimo, diventa gonfio come Majin-Bu e si va a sfogare in giardino lanciando due razzi verso il Pacifico.

Opzione 2: gli viene il dubbio di non essere lui l’uomo di potere più imbecille sulla faccia della Terra. Dopodichè si arrabbia tantissimo e si va a sfogare in giardino lanciando due razzi verso il Pacifico.

Opzione 3: il giornale di stato nord-coreano scrive “Trump è un vigliacco e merita la pena di morte”.

Ovviamente i coreani sono esosi ed hanno optato per tutte e tre le opzioni.

Parlando di esempi, il secondo invece non riesco proprio a presentarlo in chiave ironica: lo spostamento dell’ambasciata americana a Gerusalemme.

In questo caso non c’è nulla da scherzare, perchè è l’esempio di come l’inconsistenza morale e di intelletto, se messi sulla sedia del potere, possano fare veramente dei danni. Riconoscere Gerusalemme di fatto quale capitale dello stato israeliano avrà sicuramente delle conseguenze, e la cosa grave è che le conseguenze non ricadranno minimamente su Trump o sul popolo che rappresenta. Ricadranno, bensì, sulle future generazioni israeliane e palestinesi, ovvero le uniche alle quali si possono affidare le speranze di una futura pace tra i popoli. Questa decisione genererà altra violenza, altri scontri e altre proteste, alimentando così l’odio di due popoli che hanno già consumato una buona parte della propria gente a suon di massacri e rappresaglie.

Caligola si ricorda ancora come quell’imperatore pazzo che nominò un cavallo senatore. In quella nomina ci fu il gesto più eclatante di disprezzo nei confronti della classe senatoria. Il suo governo, durato appena 4 anni (venne poi ucciso da alcuni soldati), ebbe il merito di restituire dignità alla figura dell’imperatore, avendo dimostrato quanto può essere dannosa se in mano alle persone sbagliate.

Mi auguro sinceramente che il governo di Trump duri lo stesso arco di tempo, magari anche meno. Spero altresi che non venga stroncato da un omicidio, ma da un risveglio del popolo americano il quale, prima o poi, sarà chiamato a scegliere nuovamente da chi essere rappresentato tutto il Mondo.

E’ interessante notare come il successore di Caligola fu Claudio. Uomo eletto di certo non per la sua esperienza o per la sua intelligenza, ma essenzialmente perchè rimasto l’unico erede maschio della famiglia imperiale. “Fu probabilmente la scarsa considerazione politica di cui godeva che gli permise di sopravvivere alle purghe che colpirono molti esponenti della nobiltà romana. Dimostrò tuttavia grande capacità nell’amministrazione dell’Impero”. Bersani, la Casa Bianca!

Tornando seri, non è una gran bella cosa eleggere Trump come “personaggio dell’anno”. A pensarci bene, forse, il 2017 non è stato proprio un gran bell’anno.