Il 2017 si avvia alla conclusione e Idealmentre ripercorre i volti – e i fatti a loro necessariamente legati – che lo hanno maggiormente segnato, nel bene e nel male. Non sono i nostri personali ‘Oscar’, attenzione: bensì, una riflessione su quanto ci ha lasciato l’anno appena trascorso e i possibili cambiamenti che lascia in ‘eredità’ al 2018 ormai alle porte.

INNOVAZIONE: IL BITCOIN

Ogni anno ci sono almeno due o tre persone che contribuiscono in maniera sostanziale ad innovare radicalmente qualche campo. Che sia scienza, fisica, tecnologia, società o design, poco importa. Quello che di solito hanno in comune è che l’innovazione a cui danno vita ci mette qualche anno a diventare “mainstream”, alla portata di tutti. Pensiamo, nella storia recente, al primo iPhone e a come ha cambiato il concetto di cellulare (ora smartphone) e tutto quello che si è portato dietro. Avrei potuto sciegliere una persona e sarebbe stato facile farci un articolo.

Invece ho scelto una “cosa” o meglio una valuta digitale: il Bitcoin.
Per chi vive ancora senza internet e tv, il Bitcoin è una moneta digitale che si può usare per comprare beni e servizi attraverso internet (ma non solo) in maniera anonima e sicura, come del contante “virtuale”. Il Bitcoin è stata la prima valuta ad essere sperimentata e diffusa e infatti il nome “Bitcoin” viene spesso impropriamente utilizzato come nome generico delle cryptovalute o degli e-coin (che fa molto Mr. Robot ma sarebbe il nome corretto).
Il Bitcon (e le altre valute digitali in generale) si “creano” come “ricompensa” per chi mette a disposizione il suo computer per certificare, attraverso un complicato meccanismo di decrittazione, le transazioni (in Bitcoin) che vengono effettuate (la cosiddetta Blockchain).

Col passare del tempo queste decrittazioni diventano sempre più difficili e lunghe da fare e la moneta non può più essere creata. Questo permette di avere una moneta “bloccata” che, essendo digitale, può essere frazionata per molti numeri decimali.

Essendo digitale e anonima, il Bitcoin è una valuta che si porta dietro due grossi problemi: può essere usata in traffici illeciti e si presta alla speculazione più sfrenata. Essendo una cosa relativamente nuova, vive un periodo di poche (se non nulle) regolamentazioni e quindi, al momento, si trova in una sorta di zona grigia di legalità. Li puoi usare nei negozi, scambiarli con soldi “reali” e allo stesso tempo comprare armi e droga nel deep web.

Proprio la possibilità di scambiarli con valuta corrente (Euro, Dollari, Sterline, ecc.) fa si che il loro corrispettivo sia un pò preda degli umori degli investitori. Al momento questa valuta sta aumentando il suo prezzo di mercato in maniera vertiginosa. Ad inizio 2017 si scambiava 1Bitcoin con 1000$. Oggi siamo a oltre 17000$ e quando questo articoletto verrà pubblicato il valore potrebbe essere aumentato come sceso di moltissimo.
Speculazione a parte, il Bitcoin verrà ricordato per aver cambiato il nostro concetto di soldi, di transazioni e forse anche di economia. Un’economia che parte dal basso, si autoregola ed è disponibile per tutti senza distinzione. Al momento è solamente un investimento molto rischioso ma se si stabilizzasse potrebbe essere la svolta in un sistema, quello finanziario che ha già dimostrato fragilità e incertezze. Allo stesso tempo potrebbe anche far precipitare e dimolto, la situazione, creando ulteriori fratture fra i ricchissimi e i poverissimi o peggio.

Vada come vada, il concetto di valuta digitale, il codice alla base della Blockchain e tutto quello che si porta dietro il Bitcoin, è qui per restare e per cambiare le nostre vite. In meglio o in peggio si vedrà.