Il mondo dell’arte di ogni tipo, da quello della letteratura per passare a quello della pittura fino a quello del cinema, non è mai stato statico e rigido come molti pensano. L’arte non è altro che lo specchio deformante di un’epoca o di una corrente di pensiero. In quanto deformante deforma la realtà, ma senza una realtà di riferimento l’arte non esisterebbe nemmeno, esattamente come uno specchio non rifletterebbe nulla senza
qualcosa da riflettere e su cui riflettere.

Questo è un periodo fondamentale in quanto di passaggio tra una condizione precedente in cui stava “meglio” e una futura che spaventa un po’ tutti e in quanto fondamentale sicuramente influenzerà le produzioni artistiche dei prossimi anni.

Pensateci, i film di spionaggio primi anni 2000 dove il nemico puntualmente era il terrorista orientale che voleva far saltare un edificio a New York non sarebbero probabilmente mai esistiti in una linea temporale priva dell’attentato dell’11 settembre, come anche i film di Spike Lee sarebbero pari a zero nella meravigliosa realtà ipotetica priva di odio razziale. Ogni singolo evento o pensiero crea un effetto farfalla e
come un sassolino gettato in uno stagno, le onde distorcono e modificano l’arte.

La domanda attuale dunque è: come cambierà l’arte dopo il COVID-19?

Non bisogna sicuramente essere Nostradamus per prevedere un aumento vertiginoso delle tematiche inerenti a pandemie fantascientifiche o ambienti in cui i personaggi si ritrovano isolati contro la loro volontà, ricreando lo stato d’animo di quelli che fanno pisciare il cane diciassette volte al giorno. Ci saranno molti film come Cloverfield Lane, molti libri come The Mist e sicuramente una serie TV della HBO sull’origine del virus in stile Chernobyl, ma vorrei evitare di soffermarmi eccessivamente su queste tematiche cupe per invece sdrammatizzare un po’ immaginando opere ipotetiche modificate dal virus e scenari What If tratti da opere già esistenti.

Come gli amanti del Marvel Cinematic Universe ben sapranno, a breve dovrebbe iniziare la cosiddetta Fase
4 dell’universo cinematografico più redditizio della storia. Provate ad immaginare come sarebbero diversi i titoli di queste future pellicole se non fosse già stato tutto deciso.

Iron Man 4 – The ironing iron. L’avete capita? In inglese to iron vuol dire stirare e Iron Man stira perché deve stare a casa. E ridete santo cielo, ridere non ha ancora ammazzato nessuno. Il COVID-19 sì, però.

Spiderman – Absolutely not far from home. La dura vita di un adolescente rinchiuso in casa, anche se vivere in casa con Marisa Tomei non sembra così brutto alla fine.

Batman – Happy at last. Pensateci, in un mondo alternativo con un virus un po’ in anticipo i genitori del piccolo Bruce non sarebbero mai potuti andare a teatro, nemmeno con un’autocertificazione, ergo niente uomo pipistrello ma solo bambini ricchi, felici e viziati.

Batman 2 – Not happy but dead. Un gruppo di viaggiatori intradimensionali provenienti dalla nostra linea temporale trovano Bruce e lo uccidono perché alla fine il virus è arrivato da una zuppa di pipistrelli, quale miglior modo di sfogarsi se non trucidare un bambino potenziale uomo pipistrello.

Watchmen – Who watches the watchmen watching you? In un mondo distrutto dal virus, gli Watchmen garantiscono la sicurezza della popolazione osservando le strade con dei binocoli e riferendo al Dottor Manhattan i nominativi di coloro che fanno ancora le feste di laurea tutti insieme. Ma il Doc non è mai stato interessato alla vita umana, figuriamoci intervenire con un lanciafiamme.

Bambi – Happy at last. Questo film reboot non è mai potuto nascere per via di una causa legale per via del titolo del primo film di Batman sopracitato, ma immaginate che bello un mondo in cui Bambi non ha dovuto vedere la madre impallinata davanti ai suoi occhi da cerbiatto perché il cacciatore, già con i suoi problemi di salute, era morto per il COVID-19 anni prima.

Gli esempi sono infiniti, ora che riapriranno le librerie sarà ancora più facile trovarne. Correndo come disperati in tuta da jogging era molto più complicato, effettivamente. Ma cos’altro possiamo fare, se non stare a casa e ridere per non pensare all’inferno che sta bruciando fuori dalle finestre?

Se non altro, non possiamo assolutamente dire che lo Stato e l’Italia in generale non ci stia aiutando a mantenere alto l’umore, altrimenti non mi capaciterei del servizio di Chi l’ha visto in cui Papa Francesco affronta armato di spada laser un ferocissimo Darth Vader giunto in Vaticano e incazzatissimo per la mancanza dell’angelus. Vedere per credere.