Giorno 6:

Una settimana in una normale situazione di routine non è poi chissà quanto lunga. Ma in situazioni come questa, che ha radicalmente cambiato il nostro modo di vivere nel giro di poche ore, può sembrare un lasso di tempo lunghissimo. Solo sette giorni fa, nonostante tra di noi ci fosse già la sensazione che le cose sarebbero precipitate drasticamente, tutti quanti avevamo altri pensieri per la testa e ci si preparava, come ogni sabato, a organizzarsi per la serata.

A una settimana di distanza, che sembra essere durata un mese, come siamo messi?

Sicuramente non bene. Soprattutto se si fanno i conti con tutte le cose che, attualmente, non possiamo fare. Perché il brutto non sono le limitazioni in sé, quelle le abbiamo accettate (ovviamente non tutti, ahimè), facendocene più o meno una ragione, quanto piuttosto per quanto tempo non potremo più farle. La mancanza di un limite temporale è quello che più manda nello sconforto, questo status di incertezza che aleggia su di noi che sembra dover durare davvero troppo. E quindi viene naturale pensare che meno di dieci giorni fa ognuno aveva i suoi problemi, le sue sventure, i suoi pensieri, le sue riflessioni, senza capire che da lì a poco ne avremmo avuto uno in comune più grande di tutti gli altri. Sembra catastrofismo tutto questo, perché in effetti sono passati solo sei giorni dall’inizio di questa “quarantena”, eppure è la realtà dei fatti. Mi viene da pensare che, forse, questa sarà la fase più dura, quella dell’accettazione iniziale, quella di disperazione maggiore, ma non voglio nemmeno pensare che queste sensazioni passeranno solo perché ci abitueremo a tutto ciò.

Abbiamo il dovere di resistere a questo sconforto, abbiamo la responsabilità di dare supporto a noi stessi e a chi è più fragile, in tutti i modi possibili. In questo periodo dell’anno, solitamente, si parla spesso di Resistenza. Abbiamo l’occasione anche noi, in questo momento storico, di realizzarne una nuova forma, per metterci in testa che, forse per la prima volta, ci sentiamo davvero tutti parte di qualcosa, uniti seppur divisi, con un unico obiettivo comune: quello di uscirne il prima possibile con una consapevolezza maggiore di quanto siano importanti le nostre abitudini, le nostre piccole libertà.