L’attività fisica fa parte delle principali linee guida sanitarie per un corretto stile di vita, specie ora per via della quarantena.
Detto questo far uscire i bambini con i genitori, nonostante sia stato più volte conclamato che i bambini siano uno dei principali vettori di contagio, motivo per cui han chiuso le scuole, direi che ha poco senso.
È solo il frutto delle richieste dei movimenti dei genitori che dopo aver usato i cani, ora si appellano ai bambini. A questo punto la domanda lecita è: è giusto che i bambini portino a spasso i moderni genitori?
F. T.

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Per me non è giusto. Capisco le necessità di tutti, capisco che i bambini vanno tutelati e protetti, ma non credo che altre due settimane in casa li danneggeranno irrimediabilmente (mentre magari la perdita di un genitore sì).
Una parziale apertura ci vuole secondo me, ma per quei settori e quelle imprese dove davvero non ci sono pericoli. Mi riferisco ad esempio ad un’intervista fatta al proprietario di Caledonia che dice “abbiamo stabilimenti da 80.000 metri quadri con dentro 30 persone.. Non si troverebbero l’un l’altra nemmeno con il GPS”
A. T.

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No. Stiamo iniziando ora, arrivati alla quarta settimana di “quarantena”, a ottenere dei risultati proprio perché ci siamo attenuti (non tutti, ovviamente) alle regole imposte da questa situazione di emergenza. Ma vedere dei primi flebili risultati non vuol dire che la crisi è finita, anzi. Questo è proprio il momento di non mollare e continuare a seguire ciò che ci viene chiesto. E, chiaramente, questa richiesta che stanno portando avanti in massa orde di mamme va contro quello che ci viene chiesto. Io sono la prima che, se potesse, uscirebbe e starebbe 15 ore fuori casa,ma mi rendo conto che se ci viene chiesto uno sforzo è perché ci sono delle valide motivazioni dietro. Quindi per quanto io possa capire che sia difficile intrattenere i bambini in questo momento, no, non è necessario che venga loro concessa un’ora d’aria al giorno.
Che poi, parliamoci chiaramente: i bambini sicuramente patiscono la situazione, ma se presentano lamentele consistenti è perché probabilmente ripetono ciò che sentono dai genitori. E diciamo anche che mi suona altamente strano che, guarda caso, proprio ora stiano saltando fuori tutti questi genitori che hanno tutta questa voglia di portare i figli al parco e in giro con le biciclette, quando fino a un mese fa non se ne vedevano in giro. Quindi care mamme e cari papà, se avete aspettato fino ad ora per insegnare ai vostri pargoli ad andare in bici senza le rotelle, potete aspettare altri due mesi per farlo. Anche se probabilmente a emergenza finita tornerete a non considerare minimamente i desideri dei vostri figli e non avrete più bisogno di sfruttarli per farvi la vostra passeggiata quotidiana.
S. M.

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Premetto che stiamo parlando di una passeggiata entro 200m da casa per sgranchirsi le gambe, non del giro al parco del Gran Paradiso. Non conosco bene come siano organizzati in città, ma vi assicuro che tenere dei figli piccoli chiusi per settimane in alloggi da 60mq quando va bene, non è cosa da poco. Soprattutto per chi era abituato a farci delle cose assieme. Chi non li ha mai guardati continuerà a metterli davanti alla tv o al tablet. Smadonnerà un pò più del solito, ma troverá il modo per liberarsene.
Chi non ha figli non inmagina cosa significhi stare chiusi in casa per e con loro.
Parlando coi miei genitori in questi giorni abbiamo spesso sottolineato la fortuna di avere un giardino con degli spazi per correre,giocare e sfogarsi. Sia per noi adulti che per i più piccoli. Gli adulti, o pseudo tali, di solito riescono a controllare le loro emozioni. I bambini no. Se gli mancano i nonni, gli altri bimbi, se gli manca correre, saltare, giocare su uno scivolo, vanno in crisi.
Non so se uscire per una passeggiata vicino casa sia una buona soluzione, ma in un momento di crisi può salvaguardare il benessere in famiglia. Una boccata d’aria da respiro alla mente, di tutti. Poi è chiaro che non siamo in guerra e non dobbiamo nasconderci nei bunker sotterranei per i bombardamenti. Ma in questa società, siamo stati abituati ad ottenere qualsiasi cosa volessimo o quasi. Ci siamo inventati i pagamenti dilazionati, posticipati, rateizzati, col leasing pur di avere ciò che non ci possiamo permettere.
Altra cosa importante è che non siamo più abituati a starci così tanto insieme. C’è chi arriva a casa la sera tardi e i figli li vede 1 ora al giorno, in situazioni di normalità. Passare da 1 ora a 24 è una prova di stress non indifferente. Io non vedevo l’ora, ma come detto, posso farli sfogare e respirare all’aria aperta. Ho colleghi che abitano in 50mq con due figli. Per me è inconcepibile, infatti abito in campagna e mi faccio 80km al giorno per andare e tornare dal lavoro. Altro che passeggiata vicino casa.

R. M.