Torino deserta. Ecco qual é l’immagine che forse mi rimarrà indelebile nella mente quando negli anni futuri ripenserò a questo periodo.
Sono nato e cresciuto in provincia, ma negli ultimi undici anni Torino é stata la città in cui ho vissuto appieno la mie giornate, prima come studente e poi come lavoratore.
L’ho vista in tante situazioni differenti e sotto tantissime vesti. L’ho vista durante i sabati sera ai murazzi o i giovedì alle feste universitarie. Durante i concerti nei palazzetti e le partite allo stadio. L’ho vista sui tram pieni, durante le Olimpiadi, le feste degli alpini, le manifestazioni studentesche. Durante gli aperitivi al quadrilatero, i pomeriggi all’imbarchino e tra le luci di via Garibaldi durante il periodo natalizio. L’ho vista il martedì notte e a ferragosto, quando ritenevi che in giro non ci fosse nessuno, ma in realtà qualcuno c’era: qualche solitario, alcuni senzatetto, chi finiva tardi di lavorare, un paio di coppie di pensionati che passeggiavano per strada.

Ora nessuno aspetta il pullman a porta nuova, i giardini di Piazza Carlo Felice sono chiusi, via Roma é deserta e in via Lagrange l’unico negozio aperto é un tabaccaio, ma dentro non vi é nessun cliente.
Vedere Torino così desolata non é stato solo un colpo agli occhi, ma una fortissima ferita al cuore. Perché, in quella giornata durante il lockdown in cui ho avuto modo di fare due passi per il centro, per un lungo periodo di tempo c’ero solo io, da solo, in una città di un milione di abitanti. E quello che per certi versi sarebbe potuto essere romantico mi é parso estremamente drammatico. Le vie vuote rappresentavano la vita che si era fermata. La nostra vita. I negozi chiusi e il non sentire i rumori delle auto descrivevano la nostra solitudine. L’assenza degli artisti di strada e delle passeggiate spensierate delle persone era il simbolo che no, non stava andando tutto bene.
E, in quel momento, la domanda che mi é sorta spontanea e che continuo a pormi ancora oggi é: riprenderemo mai il via?
In tanti anni ho potuto ammirare quella città sotto molteplici sfaccettature, ma così non l’avevo mai vista.
Sono convinto che prima o poi la rivedrò nuovamente splendere come prima, ma la sua immagine deserta e senza vita credo la ricorderò per sempre.