Innanzitutto ho imparato a far la spesa “grossa” , risparmiando anche tempo.
Ho imparato a fare le ravioles della Val Varaita.
Ho imparato, infine, l’importanza delle piccole cose, dico sul serio. Il poter uscire, andare in pizzeria, andare ad allenamento. (And. Tag.)

Più che imparare ho capito che la libertà é qualcosa che diamo per scontato, quando in realtà forse non lo é.
Ho (ri) scoperto quanto sia piacevole trascorrere una giornata a leggere un libro, una cosa che non facevo da tanti anni.
Ho scoperto Torino, la mia seconda città, in un modo che non avevo mai visto.
Ho imparato a non avere programmi e a comprendere sia la bellezza che l’ansia del non averne.
Ho capito quanto sia importante il contatto umano tra le persone e quanto sia bello andare a bere una birra con un amico.
Ho scoperto che la tangenziale esiste anche senza traffico.
Ho imparato quanto sia importante rallentare, perché ogni tanto, la nostra vita frenetica forse ha bisogno di uno stop.
Ho imparato che forse non dovremmo farci scappare le occasioni, perché il mondo potrebbe cambiare da un momento all’altro.
Ho imparato che radermi la barba a zero è stato un grosso errore. (Mass. Man.)

Ho imparato che i miei sbalzi di umore possono raggiungere dei livelli di distanza l’uno dall’altro davvero brevi, ma anche che i miei nervi riescono a reggere la combo di entrambi i miei genitori in casa h24 più di quanto pensassi.
Ho imparato che colorare i mandala non calma manco per niente, che la valeriana non fa dormire e che lo Spritz fatto in casa è davvero triste, oltre che per nulla buono. Ho anche imparato che, evidentemente, se fai ginnastica in casa le calorie le bruci solo ed esclusivamente se posti almeno 4 foto su Instagram mentre fai gli addominali.
Ho imparato che le mie manie per il riordino sono più gravi di quanto ricordassi. In compenso, ho imparato che guardare gli armadi, le mensole e i cassetti riordinati mi fa stare in pace con me stessa per almeno 25 minuti.
Ho imparato che fare la spesa per me mi piace un sacco e che non vedo davvero l’ora di poter andare a vivere per conto mio.
Ho imparato che prendere il sole sul balcone come se non ci fosse un domani per 6 ore senza protezione non è una grande idea se poi vai al supermercato e prima di entrare ti misurano la temperatura con successivo impedimento a entrare perché supera i 37.5 gradi.
Ah, ho anche imparato a stampare immagini sulle magliette e a buttare via vecchi oggetti accumulati negli anni a cui una volta davo un qualche valore, mentre ora non più. (Sar. Mar.)

Che lavare i piatti fa schifo (Ig. Sta.)

l tempo, l’unica risorsa con scadenza delle nostre vite da dedicare alle sole attività e persone che ci danno quella goccia di felicità in un mare di ordinarietà.
Letture, film, documentari, curiosità, l’arte dell’imparare, sempre, e qualcosa di nuovo, sono quelle piccole cose che possono farci scoprire un po’ di noi stessi, del mondo e darci maggiore consapevolezza.
La cura di sé stessi, comprendendo che non sempre si possano accettare compromessi, ogni tanto ci si debba fermare a riflettere e comprendere, lasciando andare cose e persone che non aggiungono nulla, oppure, che crearsi false illusioni di sé stessi non porta lontani o maturità, ma ci allontanano dalla realtà.
Il vivere da soli è più che mai necessario, specie se si è un po’ asociali e con qualche mania ossessivo-compulsiva verso l’ordine e la pulizia un po’ esagerate.
L’importanza dei luoghi o di quelli cui si è affezionati e si spera di ritornare, come la montagna o una costa. (Fab. Tur.)

Ho imparato che alla fine la solitudine non è malvagia, anzi, si sta bene. Probabilmente diventerò più asociale! (Dan. Rin.)