A ben guardare i numeri dei decessi, parrebbe così. Quasi mille persone al giorno è sicuramente una perdita straziante. Ma i numeri dei contagi, allo stesso tempo, scendono e salgono quelli dei guariti. Così come sale il numero di persone che, volontariamente, si mettono a disposizione per aiutare, anche dall’estero, ne sono un esempio oggi i medici albanesi che hanno deciso di offrire servizio nei nostri ospedali ormai al collasso, memori di quando trent’anni fa erano loro, al collasso. Pensare a questi numeri un po’ sì, mi fa pensare che la vinceremo prima o poi. (Sar. Mar.)

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Vinceremo, e sopravviveremo. Come l’umanità ha sempre fatto. La questione é il prezzo che pagheremo, che sarà (e già è) molto alto. Paghiamo e pagheremo in termini di vite umane, termini economici, rapporti sociali e umani (penso a chi non puó stare vicino a famigliari o amici che soffrono). La pagheranno cara persone già deboli, sole, depresse, non autosufficienti. Siamo 60 milioni, ai più andrà bene, ma a tanti sta andando e andrà male. Se la domanda é se ne usciremo la risposta é si. Se la domanda é sopravviveremo la risposta é si. Se la domanda é se vinceremo la risposta é si. Se la domanda é se ne usciremo indenni la risposta é no. (Mas. Man.)

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Il coronavirus lascerà strascichi sulla società e nell’economia, questo è sicuro, ma allo stesso si dimenticherà come sempre fatto in questo paese e molto spesso anche In Europa.
Ne usciremo, e molto probabilmente con la stessa consapevolezza di adesso, forse solo con qualche nota di maturità in più su alcuni temi, ma ce la faremo, non è solo uno slogan, ma un obbligo. Ci si riprenderà, e lo faremo come la storia ultracentenaria di questo paese insegna, ma sarà complesso, lungo, difficile e doloroso. Il risultato, però, a patto di lungimiranza, potrebbe essere positivo. (Fab. Tur.)

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Sono ottimista, per necessità. La supereremo, siamo italiani. Siamo sopravvissuti a qualsiasi cosa. Quello che spero è che la migliore delle risposte sia quella culturale, l’unico modo che avrà il nostro popolo di sopravvivere veramente a ciò che è accaduto. Se non saremo in grado di imparare da quello che è successo, allora saremo sconfitti realmente. Perché ciò che ha creato più problemi sono state l’ignoranza e l’incapacità. (Rob. Mos.)