I momenti memorabili e i ricordi della redazione legati alla famiglia più strampalata d’America: quali sono i vostri?

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Impossibile fare un elenco dei momenti che porto più nel cuore. Sono tantissimi e ne dimenticherei qualcuno. Mi limiterò dunque a tirarmela un po’. Perché sì, io la sera di quel lontano 1° ottobre 1991 ero davanti alla tv quando Canale 5 trasmise il primo episodio dei Simpson (l’Italia era in ritardo di circa due anni rispetto alla programmazione Usa). ‘Bart il genio’: puntata leggendaria. Mediaset, allora Fininvest, scelse di mandarlo in onda in seconda serata (22.30: oggi sarebbe quasi considerato prime time) sfruttando il traino di uno degli show più visti all’epoca, Paperissima.

Avevo 10 anni. Incuriosito dalla pubblicità in tv e da quel personaggio con i capelli a punta ritratto nell’astuccio di un mio compagno di classe, chiesi a mia madre il permesso di restare alzato un po’ di più per guardare quel cartone che negli Usa era diventato un fenomeno di massa. Un cartone diverso dai tradizionali prodotti per i ragazzi del pomeriggio, perlomeno quelli trasmessi in Italia all’epoca (Bim Bum Bam in primis). E dalle prime scene si capiva subito il perché. Disegni sgraziati, dialoghi e tematiche ‘adulte’, inizialmente persino dei rutti (che per qualche anno sarebbero stati goffamente censurati dal doppiaggio: povero Barney, che figuracce quelle aperture di bocca mute): sacrilegio! Comunque: l’episodio, ‘Bart il genio’, all’epoca non mi piacque. Troppo lontano dal mondo animato che bazzicavo all’epoca. Non ricordo nemmeno se guardai le puntate successive dei gialli, sempre in seconda serata. Il vero colpo di fulmine con Homer e soci scoccò qualche anno dopo, con il passaggio su Italia 1. L’inizio di una lunga storia d’amore, vissuta attraverso il televisore della mia stanzetta, le videocassette, lo streaming, YouTube.

Per la mia generazione c’era un rito del doposcuola intoccabile: Lupin, poi Dragon Ball, quindi i Simpson. E al liceo, con i compagni fissavamo i ritrovi casalinghi per studiare insieme ad un orario inattaccabile: appena concluso l’episodio dei Simpson. Il resto è storia. Oggi, ad un mese dai 39 anni, confesso che da tempo non frequento più assiduamente Springfield. E delle ultime dieci stagioni ho davvero visto poco. Però ricordo – e conservo in testa – tutto quello che mi hanno dato, che ci hanno dato, soprattutto nelle prime, mitologiche stagioni, serie inesauribile di battute tra conoscenti, tormentoni, discussioni, oggi meme. Quindi, 30 anni dopo, ho deciso: mantengo il domicilio nel magico mondo dei gialli (a proposito: leggenda dei primi anni ‘90 disse che il colore fu uno sbaglio degli animatori dell’epoca) e, se mi proponete di andarmene, rispondo come Barney risponde a Boe quando gli ordina di sbattere fuori dal bar Homer: esiste un’uscita? (Att. Cel.)

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Il miglior momento simpsoniano? E’ difficile trovarne uno, sono decine, forse di più. Dico quello che cito più spesso: il racconto di nonno Simpson di quando, da giovane, per andare nel paese vicino e attraversare il ponte che univa le città, doveva legarsi una cipolla alla cintura. Nota di merito per il cortometraggio di Barney al festival del cinema di Springfield. Ci sarebbe anche: “Mi chiedete se mio figlio è un comunista? Mio figlio sarà uno scemo, uno stupido, un comunista, ma non è una pornostar”. Oppure il mitico Ken Brockman: “L’ho detto e lo ripeto: la democrazia semplicemente non funziona”. (Fed. Gar.)

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Scegliere un solo momento dei Simpson è davvero un’impresa impossibile. Questi sono i miei preferiti.

Momento tragicomico. Bart: “Guardatemi sono un laureato, ho 30 anni e ho guadagnato 600 dollari l’anno scorso”. Marge: “Bart, non prendere in giro i laureati. Hanno solo fatto una scelta di vita errata”.

Momento sentimentale numero 1. Homer, abbandonato da bambino dalla mamma ribelle in fuga, finalmente la ritrova e la perde subito dopo. L’episodio finisce con l’immagine di Homer sulla macchina, in attesa.

Momento sentimentale numero 2. Dico solo “Do it for her”. I più simpsoniani capiranno.

Momento “La paura fa 90”. Homer nei panni di Jack Torrence in una versione molto Simpson di Shining. (Ale. Cur.)

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Al caro sig. Matt Groening posso solo dire un grandissimo grazie, ha regalato, a mio avviso, la miglior serie animata di sempre. Ovviamente parlo delle prime 15 stagioni, nelle ultime, si è persa un pò la magia ed è cambiata anche la comicità. Bisogna aggiungere, che parte del successo nel nostro bel paese è merito del buon Tonino Accolla, che ahinoi, ci ha lasciati troppo presto. Trovare un momento che preferisco è praticamente impossibile, ormai conosco a memoria tutte le puntate e non mi stanco mai di guardarle. Più le guardo e più apprezzo i dettagli e sono questi che ti fanno innamorare di questa serie. Forse la puntata che ho apprezzato di più è quella del “Barone birra” che si conclude con una frase di Homer per un brindisi, questa è rimasta nella storia…” All’alcool, causa di…e soluzione a tutti i problemi della vita…”. Eh niente, ancora grazie Matt… (Dan. Rin.)

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Tra le scene che preferisco c’è quella di Homer “Barone Birra” che fa i rumori nel letto per coprire le esplosioni che ha causato producendo la birra di contrabbando. È una puntata magica in realtà: dall’offerta per 44 vasche di cui Homer ne vuole solo 43 e lo dice più volte seccato al commesso, a Burney che riemerge dal bancone sanguinante dopo che Moe ha usato la leva per trasformare il bar in un negozio d’animali. E poi scusate, maledetto sexy Flanders dove lo mettiamo? (Rob. Mos.)