In questo ore Internet è profondamente scosso dalla atroce notizia che i suoi figli prediletti, i meme, potrebbero essere spacciati per sempre. Siti come 4Chan e Reddit sono sull’orlo di una crisi di nervi epocale e con loro tutti i miliardi di estimatori di questa nuova forma di comunicazione.
Cosa hanno fatto così di male i meme per meritarsi la loro prematura scomparsa? Dove non poterono incidenti diplomatici, crolli in borsa, fake news ed altri variegati episodi abbastanza gravi, poterono il famigerato diritto d’autore e il Parlamento Europeo (non riesce proprio a rendersi antipatico ogni singola settimana).
In realtà il possibile ban di tutti i meme è solo l’ultima di tutte le implicazioni, ben più gravi, che i due controversi articoli della riforma del diritto d’autore potranno portare. Infatti l’art. 11 (già ribattezzato link tax) modifica notevolmente il rapporto tra editori di news e chiunque usi le anteprime di articoli giornalistici. Fondamentalmente ora tutti gli aggregatori di news dovranno avere una “licenza” concessa dagli editori dietro pagamento. Le implicazioni sono notevoli e potrebbero essere molto negative per i siti che dovranno pagare per avere la possibilità di mettere i link e per i “proprietari” delle news che vedranno molta meno esposizione dei loro contenuti (ma maggiori introiti).
Il piatto forte è però l’art. 13 che impone alle varie piattaforme di diventare controllori dei propri utenti anche in materia di copyright. Qua si va nel complicato sia per motivi tecnici che economici: controllare tutto quello che viene condiviso è praticamente impossibile se non utilizzando dei “bot”, ovvero programmi scriptati e automatici che oscureranno il contenuto non idoneo. Succede già per contenuti razzisti, sessuali o politicamente espliciti con alterne fortune e molte polemiche, dovrebbe diventare la norma anche per tutto quello che violi il diritto d’autore. La faccenda però si complica dannatamente perché spesso il diritto d’autore non è semplice da definire e in alcuni casi non c’è nemmeno una legge comune o addirittura stabilita con certezza. Pensiamo proprio ai meme che di fatto sono una immagine: un caso è se è una foto di un fotografo famoso, iconica e riconoscibile; un caso diverso è se è il fotogramma di un film o video, dove non tutti sono d’accordo se si possa considerare il suo utilizzo una violazione di copyright. Non tralasciamo nemmeno tutto il materiale che non ha un origine certa o alla quale si possa risalire e per il quale potrebbero presentarsi diversi “padri” poco nobili ma interessati allo sfruttamento commerciale. Si salvano invece tutte le immagini “stock” o gratuite e senza vincoli di utilizzo. Di sicuro questo non è un lavoro adatto al machete dei bot che usualmente non vanno tanto per il sottile. Inutile sottolineare come tutta questa roba (bot, controlli, ecc) costi molto e non tutte le piattaforme se lo potranno permettere. Facebook sì ma il rischio è che il materiale su Facebook non ci arrivi proprio perché eliminato a monte.
Una seconda, e peggiore, implicazione di questo articolo 13 è che, di fatto, le piattaforme social e di condivisione diventeranno uno strumento di controllo e censura privato limitando la libertà degli utenti e devastando gli ideali sui quali internet si basa e lo scopo per cui è nato: condivisone e innovazione. Tra l’altro internet ha saputo nel corso del tempo anche rendere famose (ed economicamente profittevoli) immagini, video, film, persone, ecc proprio grazie all’utilizzo satirico di materiale coperto da copyright. Rick Astley dove sarebbe finito senza i link troll e i meme? Democracy dies in darkness.
Prima di vestirci a lutto dobbiamo tenere a mente che non tutto è già perduto. Il voto dell’altro giorno, passato abbastanza facilmente, non ha ancora reso la riforma, che andrà votata da tutti i membri della commissione giudicatrice, effettiva. Dà un forte indirizzo politico, però, e sono nate diverse iniziative per sensibilizzare ed eventualmente contrastare le conseguenze più nefaste: https://changecopyright.org/ithttps://saveyourinternet.eu/ ehttps://act.openmedia.org/savethelink-call. Informatevi e nel caso decidete se e come agire.
Il popolo dei meme, invece, è già pronto e sta ripubblicando TUTTI i meme più famosi con solo le scritte (ovviamente a tema) su sfondo bianco e alcuni “collettivi” stanno preparando materiale originale apposito da essere utilizzato in futuro. Non sarà una legge a fermare la satira, non saranno dei burocrati a fermare i meme che come la fenice risorgeranno dalle loro ceneri.