di Alessio Mason

Oggi volevo parlare di qualcosa di nuovo, di mai sentito, e così ho deciso di parlare di polemiche. In particolare, di polemiche riguardo la politica italiana. Originale, no?

Ok, d’accordo, mi vorrete scusare, ma io ancora mi stupisco, non ci posso fare niente. Spiego per bene: appena sabato si è conclusa la Biennale di Venezia, dove, tra i film fuori concorso, Roger Waters ha presentato il suo Us + Them, film girato durante il suo omonimo tour recentemente concluso.

Per chi si fosse chiesto chi è Roger Waters (bordata di fischi per lui), è stato il bassista e cantante dei Pink Floyd, prima di lasciare la band a metà anni Ottanta. Chi si fosse chiesto chi sono i Pink Floyd, invece, sparisca dalla mia vista (scherzo, ma finite di leggere e poi fatevi il piacere di rimediare).
Insomma, tutto normale e pacifico, finché qualcuno non ha avuto la brillante idea di interpellare il nostro amico chiedendogli cosa pensasse del nuovo governo recentemente insediatosi.

Waters ha risposto di non saperne molto, ma si è detto contento del fatto che Salvini non sia più al governo, seppur forse, a suo dire, temporaneamente, in quanto secondo lui in tutta Europa si sta diffondendo un’ondata di neofascismo dura a morire. Parole, è facile immaginarlo, che hanno incendiato i sostenitori del Matteo più famoso d’Italia, che ha deciso poi di rispondere sulla sua pagina Facebook, dicendosi non interessato dalle dichiariazioni poco lusinghiere del musicista e, anzi, invitandolo a dare lui “il buon esempio”, ospitando magari qualche migliaio di immigrati a sue spese.

Questi i fatti, bene o male. Ecco, vorrete scusarmi, sicuramente è colpa mia, ma io ancora mi stupisco. Mi stupisco delle persone che dicono “che pensi a fare musica e non parli di politica”. Perché innanzitutto è sbagliato come principio: non è che può esprimere la propria idea politica solo chi fa politica. Ma poi mi stupisco di chi si stupisce (che è un paradosso, ma andiamo avanti). Magari non conoscete Roger Waters da vicino, ma stiamo parlando di un uomo che ha iniziato a parlare di politica e del mondo negli anni ’70 e non ha più smesso: cos’è The Dark Side Of The Moon se non un ritratto di tutto ciò di sbagliato e di pauroso che c’è a questo mondo? Ma anche nei lavori “meno” conosciuti: in Animals i Pink Floyd attaccano direttamente Margaret Thatcher e l’attivista Mary Whitehouse, sbeffeggiandole a più riprese, in The Final Cut descrivono come il sogno del dopoguerra sia miseramente fallito.

E una volta uscito dai Pink Floyd, Roger Waters ha abbandonato le mezze misure: ha attaccato le guerre in Medioriente, si è speso in lungo e in largo per sensibilizzare sulle miserabili condizioni che la guerra sta imponendo alla gente della Palestina, ha criticato la guerra in Siria, ha condannato tutte le violenze in generale. E anche attivamente: ha aiutato molte persone a sfuggire alle grinfie della guerra, soprattutto bambini indifesi, ha organizzato e partecipato a eventi umanitari, e non vado oltre per non tediarvi. E poi ancora possiamo parlare del suo ultimo tour, in cui ha attaccato tutti i leader mondiali, da Johnson a Macron, da Bolsonaro a Putin, fino a lui: Donald Trump. Voglio dire, nel mezzo del concerto, durante la canzone Pigs, compariva la faccia di Trump truccato da donna, con la scritta “Farsa” sopra, mentre Waters lo chiamava “Maiale”. E infine la scritta a caratteri cubitali: “Trump è un maiale”. E vi stupite per una dichiarazione su Salvini?

Quello che voglio dire è: politicamente potete pensarla come volete, ma non vi potete stupire. Non potete dire a Roger Waters di non parlare di politica, la sua intera vita si è praticamente basata sul mettere in guardia tutti quanti su quelli che lui ritiene essere i più grandi pericoli per il mondo.
Se volete un consiglio, ascoltatelo questo vecchio ultrasettantenne, ascoltatelo quando parla di “consegnare un bel pianeta nelle mani delle prossime generazioni”, ascoltatelo quando auspica che non ci sia più alcuna guerra e che l’amore diventi la forza che guida il mondo, ascoltatelo quando con il suo principale slogan ci dice: “Restiamo umani”.

Andate a vedere il suo film-concerto nelle sale il prossimo 2 e 6 ottobre, e non stupitevi quando si comincerà a cantare di cose che spesso non fanno da soggetto a molte canzoni più popolari. Ascoltate, anzi, e seguite le sue parole. Restate umani. Restiamo umani.