21439436559_c38749a4d6_zDopo mesi di attesa, “finalmente” è tornato nella sua quattordicesima edizione l’amatissimo Grande Fratello, di cui tutti sentivamo enormemente la mancanza. I fan del reality più longevo d’Italia – che di reale ha ben poco – possono già fregarsi le mani: anche quest’anno avranno la loro dose di litigi molto veritieri, concorrenti molto sobri ed una conduttrice – la solita – molto sopportabile. Tante le novità decantate, ma ben poche quelle effettive – come sempre d’altronde.

Una domanda sorge a questo punto spontanea, soprattutto a chi questo programma non l’ha mai potuto sopportare né capire: ne avevamo davvero bisogno? Non avevamo già ucciso abbastanza la nostra cultura e la nostra immagine con le edizioni precedenti – che tra l’altro hanno registrato sempre meno ascolti? Non potevamo far finta di esserci dimenticati questa parte della cosiddetta “Tv spazzatura”? No, evidentemente no. Evidentemente c’è ancora bisogno di un programma che finge una realtà che non esiste, o meglio, che esiste ma non per tutti – per fortuna aggiungerei. Evidentemente questo mondo fatto di immagine, di uomini palestrati e depilati, di donne formose e truccate anche quando vanno a dormire, di relazioni sentimentali che cambiano almeno due volte a settimana, di concorrenti che come unica preoccupazione hanno quella di trovare almeno un motivo inutile al giorno per litigare, riesce ancora, ahimè, ad attrarre l’attenzione di tanti italiani.

Nonostante il positivissimo calo di ascolti delle scorse edizioni, dunque, c’è ancora gente che si crogiola sul divano mentre le scimmie urlatrici – pardon – le concorrenti ed i concorrenti del GF si impegnano per rendere il più mediocre e pacchiano possibile il reality. E qui sorge spontanea la seconda domanda: perché? Perché interessarsi ad un programma del genere, se tanto nessuno degli interessati – per loro fortuna – potrà mai avere una vita del genere? Come si fa ad appassionarsi a degli avvenimenti totalmente organizzati e per nulla casuali? Ma soprattutto, con che coraggio vi appassionate ad un programma del genere, se poi al bar vi riempite la bocca di lamentele sulla decadenza dei valori e della cultura odierna?

Sarà che sono vecchia dentro dall’epoca delle scuole elementari, ma io queste domande me le sono sempre poste ed una risposta ancora non l’ho trovata. E forse è meglio così.

Buona visione a tutti, tanto sicuramente questa edizione ci sorprenderà con tutte le sue strabilianti novità!