badantiUltimamente sono sempre di più le donne partite dalla Romania, e non solo, per venire in Italia a fare le colf, baby sitter o badanti; prendersi cura delle nostre famiglie. Salutano i propri figli quando hanno 10 anni e li riabbracciano quando ne hanno 15,20.

Mamma in quegli anni ha cresciuto altri bambini, dava a loro i baci e faceva a loro i complimenti quando prendevano un bel voto a scuola. Mamma sbucciava loro la frutta e apparecchiava a loro la tavola tutti i giorni. Mamma ci ha lasciati per dei giorni ma quei giorni sono diventati  mesi e i mesi anni, un lento strappo del cuore, un dolore che batte e fa danni.

Fortuna che oggi c’è Skype, ma il problema è che serve anche ai figli, in patria, un computer o una linea telefonica. Allora, dopo aver pagato l’affitto in Italia, vengono i soldi da mandare a casa cosicché il proprio bambino si possa comprare uno smartphone per vedere il viso della mamma. E quando ciò avviene la mamma li vede cresciuti, ma continua a sognare come li ha lasciati. Il figlio le parla dallo schermo e lei vorrebbe abbracciare il pc.

Se tutto va bene i figli le raccontano come procede la loro vita, cosa hanno fatto a scuola e se hanno dato il primo bacio. Quando va male la mamma si becca parole cattive perché li ha abbandonati, sfoghi su quanto si trovino male coi nonni, col papà o in orfanotrofio. Urla disperate nella speranza che mamma torni presto. Ma mamma non torna, non può tornare. Non possono capire che mamma è in Italia per permettergli di studiare. Allora i bambini si sentono abbandonati, si ammalano di depressione, soffrono di ansia, si suicidano (40 casi dal 2008 ad oggi).

In tutto questo mamma deve trattenere rabbia e lacrime, deve continuare a sbucciare la frutta per dei figli che non sono i suoi, in un mondo che non è il suo: un mondo che tanto non la capirà mai.

“Signora, oggi non mi ha fatto il letto!”

Per cercare di comprendere un po’ questa triste realtà vi consiglio il film The help.