3721809183_847a705f0cVi siete mai sentiti in un sorta di fase intermedia, in un momento in cui non riuscite minimamente ad immaginare il futuro anche prossimo? Un po’ come, nel romanticismo cybernetico del nuovo millennio, si invia una dichiarazione d’amore via messaggio e si attente trepidanti la risposta bloccando e sbloccando lo schermo in un loop di insicurezza e tensione. No? Non avete mai provato nulla di ciò? Beh, dovreste. Perché, signori e signore, ci siete dentro fino al midollo.

Il XXI secolo dopo Cristo, che meraviglia. Contornati dalle meraviglie di ogni settore provenienti dagli anni precedenti ma completamente incerti su cosa ci attenderà tra qualche decina d’anni. Molti pensano a invenzioni degne di pellicole cinematografiche del calibro di Blade Runner o Matrix, zittiti da coloro che invece nei prossimi anni non vedono altro che catastrofi nucleari e apocalissi.

Ma possiamo davvero essere così sicuri sul futuro? Provate a tornare indietro di duecento anni e sostenere l’idea che a breve sarebbe stato possibile fare il giro del mondo in poche ore, che la luna sarebbe stata calpestata da piede umano e che le automobili avrebbero raggiunto le duecento miglia orarie. La gente si sarebbe fatta una buona risata, avrebbe strizzato l’occhiolino al proprietario del manicomio di paese e se ne sarebbe andata sui loro elegantissimi bicicli. Dunque come possiamo noi ora permetterci di non credere ad ogni idea futuristica, anche se uscita dalla mente di uno scrittore un po’ troppo fantasioso?giornali2

La prova di tutto ciò è racchiusa in una figura presente fin dalla notte dei tempi, la figura più legata a fattori come la tecnologia e il progresso: il genitore. Ammettiamolo, ognuno di noi oggi giovani ha avuto nella sua vita il famoso dialogo che comincia con “Ma no, non si fa così! Come puoi non saperlo usare?” e si conclude nel novanta percento dei casi con un “Non capisco voi giovani cosa ci trovate di interessante in ‘sti cosi elettronici complicati”. Gli oggetti protagonisti di questi discorsi ora sono i tanto condannati cellulari, le console videoludiche e il tanto terrificante mondo di Internet e dei social network. Tutti elementi che nei prossimi anni risulteranno sicuramente obsoleti, se non completamente surclassati da novità del settore. Dopotutto, chi di noi in questi anni utilizza ancora Windows 95, o si vanta con gli amici di aver battuto il record di Snake sul proprio Nokia 3310?

Ma se i prodotti commerciali cambiano, si rinnovano o spariscono, i genitori ci saranno sempre, come i loro pregiudizi sull’elettronica moderna per i loro tempi.index

Dunque, la domanda fondamentale è: cosa sarà successo quando noi giovani dell’inizio del XXI secolo saremo ormai genitori? Perchè si, volenti o nolenti tutti si ritrovano prima o poi davanti al classico bambino futuristico che ci sembra adoperare una tecnologia astrusa e marziana. Tecnologia che risulta stupidamente semplice agli occhi del suddetto marmocchio, tra l’altro.

Ora noi siamo quel bambino, fieri di avere in mano a portata di dito l’avanguardia tecnologica di questi anni. Ma quando passeremo dall’altra parte della staccionata, cosa mai potrà sorprenderci così tanto da farci fare la figura dei primitivi davanti ai nuovi marmocchi tecnologici? Laser, droidi, robot, cose che noi umani non possiamo neanche immaginare, chi lo sa?

Ogni idea è interessante, ogni proposta entusiasmante e ogni scoperta illuminante. Apocalissi o mondi cyber-punk, nessuno può sapere cosa ci riserverà il futuro, mentre camminiamo nella nebbia dalla terra dell’origine dei computer verso una nuova meta completamente ignota e misteriosa, attraverso un breve ponte che è questo secolo. L’importante è non spaventarsi se i figli di questa terra futura cresceranno a cavallo di astronavi.