di Maria Scetta

Una canzone mi ha portato ad una riflessione. No non è stato il pezzo di Cyndi Lauper, quello più che altro mi ricorda le scene dei film anni ’90 in cui c’è il momento “cambio-look”, esatto proprio quelle con l’inquadratura fissa sui camerini e la recitazione cringe, quelle che ci hanno insegnato che il terzo outfit è sempre quello perfetto. Aaaah che bei ricordi, ma non divaghiamo.

La canzone da cui è partito il mio ragionamento è “Man! I feel like a woman” di Shania Twain, tratto dall’album Come on Over, il disco country più venduto nella storia della musica. La canzone raccoglie i pensieri di una tipica ragazza degli anni ’90 che una sabato sera decide che vuole uscire, andare a ballare, divertirsi e rimorchiare, il tutto senza romanticismo come dice lei stessa. Continua dicendoci che ha voglia di tingersi i capelli, mettersi una minigonna, scogliersi i capelli, ballare senza regole e divertirsi. Tutto normale, no?

Così mi sembrava, ma poi ho pensato: e se io fossi un uomo – non sto dicendo che a parti invertite ciò che sto per descrivere non accada, ma mi riferisco ad un uomo perchè la canzone parla di una donna e lei stessa sottolinea già a partire dal titolo di essere etero, quindi spegnete quelle fiaccole e rimettere a posto i forconi – che negli ultimi vent’anni non è mai uscito di casa e non ha mai letto un giornale e decidessi di uscire e andarmene in discoteca convinto che tutte le donne presenti siano li perchè hanno voglia di essere disinibite e rimorchiare perchè questo è quello che dicevano le canzoni poco prima che decidessi che non mi piaceva più la luce del sole?

Esatto, nel giro di subito mi ritroverei di fronte ad un giudice a cercare di dimostrare perchè lei “lo voleva anche se non l’ha detto.” E perchè? Perchè lo stereotipo promosso da un’intera generazione di canzoni dice che se hai una minigonna, decidi che vuoi divertirti in discoteca e/o bere allora è perchè vuoi ANCHE rimorchiare.

Ecco dov’è sta l’inghippo, secondo me. Negli anni ’90 ci battevamo per poter essere disinibite, andare a letto con chi ci pareva e fare quel che volevamo, in una parola sola essere libere, oggi ci battiamo per il contrario, o meglio ci battiamo affinchè venga sradicata dal pensiero comune l’idea sbagliata che “se esci vuol dire che vuoi andare a letto col primo che vedi che ti piace.” Non che sia sbagliato farlo, ma ad essere sbagliato è il preconcetto. Magari una ragazza non ha minimamente voglia di rimorchiare ed è uscita solo per stare con gli amici o, magari, è andata in discoteca per la musica o perchè in quel locale la Guinness non costa un occhio della testa…

E poi ci sono quelle che nemmeno volevano uscire (“Alfonso” di Levante, un gioiellino)

Quindi, sto dicendo che le Spice Girls, Shania Twain, Cyndi e tutte le altre artiste che promuovevano attraverso le loro canzoni un comportamento simile a quello descritto hanno sbagliato? Che hanno fatto un disservizio al femminismo? No, assolutamente, anzi sono convinta che ci fosse bisogno di questa bella doccia fredda.

Dico semplicemente che forse c’è bisogno di aggiustare un po’ la rotta anche perchè un avvocato che regge un tanga di fronte ad una giuria sostenendo che quella sia la prova di consenso da parte della ragazza mi sembra ridicolo. Come anche un uomo che rifiuta di credere di essere stato stuprato perchè “alla fine ti è andata bene che non sei andato in bianco”.