disney_princesses____lineup_with_princess_merida_by_beautifprincessbelle-d6chxocIn un mondo dove tutto sembra scontato e dove le persone camminano disinteressate, assorte in pensieri inconsistenti, distratte dal volume troppo alto di quegli iPod fin troppo cari per i propri risparmi. In un mondo dove ormai nessuno si stupisce di nulla, perché ormai il più della gente pensa di aver visto di tutto nella propria vita e dunque non si cimenta più a cercare altro per cui rimanere a bocca aperta. In questo mondo che è il MIO di mondo, un giorno passeggiavo  tranquilla finché non mi venne l’idea di comprare un bel giornale di fama nazionale che tratta di storia (Sì, avete capito bene: la Storia con la S maiuscola, quella che si studia a scuola e che fa annoiare un altissima percentuale di alunni!), ed in particolare, in quel ultimo numero, di vite di re, regine, principesse e sovrani vari.

Mi recai dal giornalaio più vicino e domandai la rivista. Dopo attimi di indecisione, la signora intrappolata nel chioschetto di giornali mi guardò con gli occhi spalancati mostrando palesemente il suo stupore. Non riusciva a comprendere come una persona come me potesse interessarsi a quel tipo di letture. Dopotutto ero un’adolescente, non sembravo un topo da biblioteca e la cosa che le faceva strabuzzare gli occhi più di quanto avrebbe potuto fare un alieno che fosse sceso con la sua navicella davanti al suo chiosco era che io fossi donna.

Ricevuti i molti complimenti dalla giornalaia,me ne andai fiera del mio acquisto, ma con qualcosa su cui riflettere. Quella signora mi aveva fatto comprendere che essere giovani donne con un cervello era cosa assai fuori dal comune, così decisi di comprendere la ragione per cui nel XXI secolo potesse ancora esistere un simile stereotipo.

Cercai  nella mia mente e ritrovai il ricordo di una vecchia lezione che ricevetti da una professoressa del mio liceo, che da sempre aveva cercato di inculcare alla mia classe di sole ragazze l’idea che noi fossimo di pari, se non addirittura superiore, intelligenza e astuzia rispetto ai nostri “colleghi” maschi. Quel giorno aveva deciso di parlarci di cartoni animati, ed in modo particolare delle principesse Disney. Queste, secondo il suo parere, stavano all’origine del pregiudizio secondo cui la donna è considerata come frivola e nella maggior parte dei casi ignorante. Ripescando storie come quelle delle più celebri e classiche principesse, tra cui l’amata Biancaneve,o la Bella Addormentata o ancora Cenerentola, ci aveva mostrato come le loro doti migliori presentate fossero quella del canto o del ballo, mentre nessuna veniva esaltata per la sua strabiliante arguzia.

Compresi così che, oltre all’illusione di poter trovare un principe azzurro, quelle principesse mi avevano fatto più volte considerare dal mondo esterno come una ragazzina stupida. Di conseguenza, volendo smontare il pregiudizio e bramando conoscenza, cominciai a leggere il mio giornale. Si apriva così “Questo numero, per te, un inserto speciale: le principesse del mondo animato.”

Quelle donne erano la mia condanna.