Nelle ultime ore il Presidente Usa Donald Trump ha deciso di sparigliare le carte del suo esecutivo con licenziamenti, spostamenti di ruolo e nuove nomine. Chi conosce un minimo il suo modo compulsivo di agire, saprà già che è una cosa assolutamente normale per lui. Le sue aziende sono gestite esattamente così. La prima testa a cadere – e lo si aspettava da tempo – è stata quella di Rex Tillerson. Tillerson era il segratario di stato ed è la ventesima persona licenziata da Trump in 14 mesi di presidenza. Al suo posto è stato nominato Mike Pompeo che lascia il suo ruolo di capo della Cia, l’agenzia segreta americana che ha competenze sul suolo estero. A capo della Cia è stata nominata Gina Haspel, vice di Pompeo, che diventa anche la prima donna a ricoprire questa carica.
In un periodo storico come questo, mi aspettavo molto più entusiasmo intorno a questa nomina. Si parla spesso di come le donne non raggiungano posizione chiave e importanti e la Haspel dovrebbe essere il simbolo di una barriera che si infrange. Tra l’altro il capo della Cia è da sempre visto come un lavoro da veri uomini, un ruolo tradizionalmente stereotipato. Hespel ha un curriculum di tutto rispetto e all’interno dell’agenzia ha moltissimi estimatori avendo compiuto con successo numerosissimi incarichi in giro per il mondo. Proprio il suo passato però sembra essere il motivo per cui non è portata in gloria. Infatti, tra i suoi vari incarichi, ha diretto un sito di detenzione segreto per sospetti terroristi in Thailandia, dove avrebbe autorizzato ed eseguito pratiche considerate lesive dei diritti umani, tra cui il waterboarding. Non solo, avrebbe anche distrutto i filmati di tali pratiche. Ciliegina: secondo molti insider la Haspel sarebbe assolutamente favorevole a reintrodurre queste e altre pratiche anche in modo preventivo.
Può sembrare, e in qualche modo lo è, la descrizione di un cattivo hollywoodianno ma stiamo parlando della Cia. Nel corso della sua storia la Cia si è macchiata delle peggiori nefandezze e di innumerevoli violazioni di diritti in nome della sicurezza degli Stati Uniti. Da sempre è un’agenzia che non va molto per il sottile e da sempre è diretta da persone disposte a sporcarsi le mani. La Haspel è quello, cresciuta professionalmente in quel contesto e nessuno si dovrebbe scandalizzare per la sua nomina.
Mi stupisce invece che la si celebri così poco. Onestamente mi aspettavo da parte dei soliti gruppi femministi, o almeno da quelli che lottano per la parità di genere, una maggiore attenzione, un maggior eco, a questa notizia. Invece a parte qualche sparuto gruppo vicino ai Repubblicani americani, c’è molto silenzio e un pò di vergogna. Quasi come se una donna non potesse, o non dovesse, fare quelle cose, accettare quella nomina. Mi pare, però, che sia un atteggiamento molto ipocrita e autolesionista. Se si crede e si vuole la parità di genere, c’è bisogno anche di persone come Gina Haspel, persone che possano dimostrare con i fatti che non esiste un ruolo “da uomini” che una donna non possa fare. La parità passa anche da strade come questa.