E’ stata una settimana indubbiamente difficile, le immagini che scorrevano da martedì ad oggi mi lasciavano attonito, tante le cose che uno avrebbe voluto dire o scrivere, ma l’entità della tragedia e, soprattutto, la quantità infinita di opinioni, polemiche, notizie false e luoghi comuni che avevano spesso la stessa autorevolezza di un rutto fatto durante una messa, mi hanno irrimediabilmente frenato, perchè mi faceva pensare che qualsiasi mia opinione sarebbe stata futile, banale e poco interessante, anche perchè in questi giorni è davvero difficile averne una e quindi ho creduto che il silenzio fosse la migliore risposta.

Anche sulla giornata di oggi, che vede il lutto nazionale concomitante con l’inizio del campionato di Serie A mi divide: da una parte ho sempre avuto una ripulsione per le giornate di lutto, non perchè le ritenga ingiuste ma perchè, soprattutto in Italia, il lutto nazionale viene messo quasi sempre dai politici a sorta di un lavaggio generale di coscienze.

Siamo un paese che non è in grado di tenere su un ponte nel 2018, che non è stato capace di accertare la verità sulle tante stragi dolose o meno che hanno colpito questa terra e i suoi cittadini, ma poi facciamo un giorno di lutto e tutto passa, qualche politico ne approfitta per l’ennesima passerella e l’indomani non è cambiato assolutamente nulla. Quindi si sarebbe anche potuto giocare, magari sensibilizzando le società a devolvere gli interi incassi di quella giornata per le famiglie delle vittime, dando magari un’ora e mezza di svago alle persone, dopo una settimana indubbiamente pesante.
Oppure si poteva fermare tutto, ma a quel punto perchè fermare solo il calcio?

Insomma entrambe le decisioni avevano i suoi pro e i suoi contro, discorso a parte si poteva fare per la partita Sampdoria – Fiorentina che vista la situazione attuale della città di Genova, poteva causare disagi di ordine pubblico, e di congestione del traffico. Invece la Lega calcio ha preso la solita decisione a metà (o non decisione fate voi): le partite si giocheranno tranne quelle delle due genovesi.

Ripeto, non so quale sarebbe stata le decisione migliore e maggiormente sensibile ma a questo punto o si fermavano tutti o non si sarebbe dovuto fermare nessuno, ed è da queste cose che mi risale quel senso un po’ nauseabondo di ipocrisia, che fa del nostro paese una terra dove diventa difficile prendere qualsiasi decisione, anche quella banale di rinviare una giornata di campionato.