“Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia […]. Dobbiamo creare una legge sulle unioni civili […]. Io mi sono battuto per questo. Gli omosessuali sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo”. Game, set, match.
Finalmente Papa Francesco riporta il calendario all’anno domini 2020.
Finalmente viene diffusa l’idea di una Chiesa che accoglie e non discrimina, escludendo decine e decine di categorie come è sempre stato fatto sinora.
Finalmente anche la difesa dei diritti umani e civili diventa un obiettivo di Fede.
Finalmente si predica e razzola bene.

Quello di Bergoglio è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo: chiudere tutte le crepe che si sono aperte negli ultimi anni all’interno della Chiesa e sceglie di farlo nel modo più coerente possibile e in linea con quella che è (o dovrebbe essere) la filosofia di vita del buon cristiano. Ovvero rendendo finalmente giustizia agli esclusi.
È difficile che Papa Francesco riesca a portare a casa il risultato, anzi, probabilmente si scatenerà inizialmente l’effetto opposto. Ma almeno ha posato la prima pietra. E in questo percorso ora sarà supportato anche dalle comunità sinora lasciate ai margini.

Lo aspettavamo da sempre.
Grazie Francesco