Fortnite. È la moda del momento. Tutti ne parlano. Tutti ne scrivono. Ma che cos’è veramente?

Fortnite è un videogioco. È stato pubblicato nel luglio 2017, conta ad oggi circa 125 milioni di giocatori e fattura all’incirca 2 milioni di dollari al giorno. No, non è un errore. Al giorno. Ma come ha fatto a raggiungere questi livelli in così poco tempo? E chi c’è dietro questa enorme macchina da soldi?

Le ragioni dietro il successo di Fortnite sono molteplici. Cominciamo con un po’ di storia. Viene pubblicato, come detto, nel luglio 2017, dopo un tempo di sviluppo, si dice, di circa 6 anni. Insomma, non esattamente un gioco tirato via, un colpo di genio del solito sviluppatore sconosciuto del momento. Anche perché dietro a Fortnite c’è la casa di produzione Epic Games, fondata nel 1991, famosa soprattutto per il suo successo “Gears of War” e produttrice dell’arcinoto Unreal Engine, il cosiddetto “motore di gioco” che consente agli sviluppatori di videogiochi di lavorare su di un impalcatura preconfezionata per costruire un gioco senza dover partire da zero, e che viene appunto dato in concessione ad altre software house da Epic Games stessa. Insomma, Fortnite si pone anche come ambasciatore e promotore di questo Unreal Engine, mostrando che il gioco più famoso del momento è stato prodotto proprio affidandosi al motore di gioco targato Epic.

Detto quindi che Fortnite non è un videogioco cascato dal cielo, ma un prodotto di un’azienda che da quasi 30 anni lavora in questo settore, la domanda rimane la stessa: che cos’è Fortnite? E perché è così famoso?

C’è da dire che, all’inizio, l’ultima fatica di Epic non era esattamente un successo. Il gioco si presentava come uno sparatutto cooperativo, fino a 4 giocatori. La svolta, però, si è avuta con l’introduzione della nuova modalità Battle Royale, in cui 100 persone si affrontano contemporaneamente in un tutti contro tutti che lascerà solamente un vincitore. Con questa modalità, il gioco si è rivelato un successo per varie ragioni. Innanzitutto, il gioco si è presentato come il primo Battle Royale (modalità di gioco che sta spopolando ultimamente) vero e proprio che fosse accessibile su qualsiasi piattaforma; Fortnite, infatti, è disponibile praticamente ovunque: PlayStation, Xbox, Nintendo Switch, Windows, Mac, iOS, Android.

Ogni partita, poi, riparte da zero: il livello di sfida è quindi sempre massimo, non ci si può adagiare sugli allori dopo aver ottenuto un qualche potenziamento, perché alla partita successiva si ripartirà comunque alla pari di tutti gli altri.

C’è anche da notare la grafica di Fortnite. Nonostante il gioco sia fondamentalmente uno sparatutto, la sua grafica è quasi cartoonesca, cosa che contribuisce ad attirare più persone ad un genere che forse non le avrebbe interessate più di tanto.

Ma il vero punta di forza di Fortnite è il fatto che sia gratis, ed è ovvio che questo costituisca un incentivo non da poco anche al solo “lo provo, se non mi piace comunque non ho speso nulla”. La domanda, però, sorge spontanea. Come fa Fortnite a guadagnare così tanto se è gratis? È presto detto: Fortnite è infatti un free-to-play, ovvero un gioco che è sì gratuito, ma che offre contenuti aggiuntivi a pagamento.

La piccola ma molto importante differenza dagli altri giochi di questa tipologia è che Fortnite non è un pay-to-win, ovvero un gioco nel quale più si spende, più si ha possibilità di vincere. Nel gioco, infatti, si paga solamente per delle migliorie estetiche: si possono infatti comprare nuovi costumi e vestiti, o si possono sbloccare i balletti che hanno reso famoso Fortnite anche tra chi non è un videogiocatore accanito (ricordate l’esultanza di Griezmann ai Mondiali?). Insomma, come spiega Marco Montemagno (volto popolare di Facebook ed esperto di nuove tecnologie), “è come se io aprissi una pizzeria, tutto gratis, mangi gratis, etc. L’unico modo che io ho di guadagnare è il fatto che tu decidi di comprare dei piatti personalizzati, oppure ti vendo la possibilità di personalizzare il colore delle tue forchette”.

Insomma, una strategia molto particolare, rischiosa, verrebbe da dire, che però effettivamente, numeri alla mano, sta funzionando.

Infine, Fortnite è entrato nel fortunato circolo dei giochi che vengono giocati e pubblicizzati su YouTube e affini perché sono famosi e che sono famosi perché vengono giocati e pubblicizzati su YouTube e affini. Provate a dare un occhio, appunto, a YouTube, a Twitch e a tutte le piattaforme in cui ci sono creatori di contenuti che giocano ai videogiochi, e vedrete che Fortnite è sempre e comunque tra i più diffusi. Addirittura ci sono persone che guadagnano moltissimo grazie a Fortnite.

Un esempio può essere Ninja, lo streamer più popolare di Twitch con 10 milioni di follower (affiancati ai 15 milioni di YouTube), che secondo recenti stime, arriva a guadagnare anche 1 milione di dollari al mese (di nuovo, sì, al mese) grazie ai suoi gameplay di Fortnite. È talmente famoso che se provate a fare un ricerca su Google scrivendo semplicemente “Ninja”, il primo risultato sarà lui. Un baciato dalla fortuna, verrebbe da dire, ma che si sta anche impegnando per gli altri: in un recente stream ha infatti raccolto più di 300mila dollari, donati poi alla ricerca sul cancro.

Insomma, Fortnite, un videogioco che ha rivoluzionato il mercato videoludico e non solo e che non ha di certo intenzione di fermarsi. Riuscirà a mantenere questo successo? È solo una bolla destinata a scoppiare? Non è dato saperlo, ma sarà interessante continuare a tenerlo d’occhio nei prossimi mesi per capire ancora qualcosa in più sul videogioco più popolare del momento.

 

di Alessio Mason