Dopo solo 3 giorni nel 2018 è scoppiata una bomba mediatica clamorosa, come non se ne vedevano da tempo. Il giornalista americano Michael Wolff ha fatto uscire, rispettivamente sul Guardian e sul New York Magazine, due estratti dal suo ultimo libro “Fire and Fury: Inside the Trump White House”. Il libro parla del primo anno di presidenza Trump dando voce a molti collaboratori e figure di primo piano della politica, che danno un’immagine del presidente americano e dei suoi famigliari, assai poco lusinghiera.

Il libro doveva uscire il 9 gennaio ma, dopo i due estratti pubblicati, le librerie han deciso di farlo uscire il 5. Finendo tutte le copie in meno di 24 ore.

La notizia, largamente riportata dai media globali, va chiarita un pochetto.

Wolff è un giornalista americano a cui viene riconosciuta un’incredibile capacità nello stile di scrittura ma allo stesso tempo vengono riservate numerose critiche sulla sua affidabilità e veridicità dei fatti e delle fonti. Nella sua carriera ha spesso e volentieri romanzato e “abbellito” alcuni passaggi delle sue inchieste. Non proprio un cazzaro ma nemmeno il re dell’onestà. Questa volta, però, lui ha dichiarato di avere le registrazioni di tutto quello che c’è scritto e, Trump a parte, nessuno ha smentito i suoi estratti iniziali. Le registrazioni – credetemi! – avranno un ruolo molto importante in futuro, ne sentiremo ancora parlare (ad esempio sembra che alcune siano state leggermente estorte a collaboratori scaricati dall’amministrazione in momenti di poca lucidità).

Nei due articoli che han portato il libro ad essere un “instant best-seller”, Trump viene definito come un idiota, mentalmente instabile e inadeguato ad essere il presidente. La moglie Melania una donna costantemente sull’orlo di una crisi di nervi, che ha sempre sperato il marito perdesse (non è la sola, nessuno dell’entourage di Trump ha mai pensato seriamente che potesse vincere). La figlia Ivanka e il genero (peraltro coinvolto nel Russiagate e possibile condannato) due avidi leccapiedi arrivisti e il figlio Donald Jr. uno scemo che ha organizzato incontri sovversivi per destabilizzare l’America.

Proprio questo ultimo “elemento” sarebbe stato detto dall’ex consigliere Steve Bannon, una delle persone più influenti dell’entourage di Trump e vera eminenza grigia del presidente.
The Donald non ha preso bene queste uscite e ha (nell’ordine) insultato via Twitter Bannon e scaricandolo come persona a lui vicina, cercato di fermare l’uscita del libro, obbligato i suoi collaboratori e membri della Casa Bianca a dichiarazioni pubbliche in cui elogiano lui e il suo operato (anche il giocare a golf!) e – ciliegina – si è dichiarato un genio incredibile. Nel mentre ha litigato con il suo arcinemico dittatore coreano Kim Jong-un su chi aveva il “bottone della bomba nucleare più grande”. 2018 non potevi iniziare meglio.

Questi i fatti, ora un paio di riflessioni.

Il libro è stato pensato, scritto e “pubblicizzato” con il chiaro intento di vendere vagonate di copie (e di conseguenza fare molti soldi). L’autore non è dei più affidabili ma tutta la parte degli americani che odiano Trump è disposta a credergli ciecamente, pur di provare ad arrivare ad un impeachment (e i problemi mentali possono essere una motivazione) che possa destituire il presidente più controverso della storia. Molti altri giornalisti che seguono da vicino la Casa Bianca hanno già iniziato a “smontare” alcune pagine e alcune parti con parecchia “licenza poetica”. Tra qualche settimana sapremo con sicurezza cosa è vero e cosa no.

Chi però segue la politica americana, tutte queste cose un pò già le sapeva/se le immaginava. Molti degli aspetti caratteriali di Trump (ma non solo) sono totalmente alla luce del sole. Così come molte dichiarazioni presenti nel libro, circolano già da molto tempo come indiscrezioni. Il libro, di fatto, aggiunge un pò di colore e un pò di contesto per il grande pubblico ma non da nuovi elementi, al massimo li conferma e li mette nero su bianco.

Se tutto questo smuoverà qualcosa, lo sapremo nei prossimi mesi ma non bisogna farsi molte illusioni. Trump è sempre Trump, nei suoi eccessi e nelle sue “follie” ed è (anche) per questo che è stato votato.