cash-dollar-stacks-money-1940x900_34269Una grande collaborazione tra le autorità di vigilanza bancaria di Regno Unito, Svizzera e Stati Uniti permetteva di svelare, già un anno fa, lo scandalo della manipolazione del mercato dei cambi posta in essere da cinque grandi banche mondiali (Citigroup, Jp Morgan, Royal Bank of Scotland, Hsbc e Ubs).

A distanza di un anno circa arrivano le sanzioni: 800 milioni di dollari a Ubs, 668 milioni di dollari a Citigroup, 662 milioni di dollari a Jp Morgan, 634 milioni di dollari a Royal Bank of Scotland e 618 milioni di dollari a Hsbc per un totale di 3,3 miliardi di dollari.

La via procedimentale scelta dai banchieri è stata quella del patteggiamento quindi le sopradette sanzioni sono l’esito di una lunga “trattativa” condotta e finalizzata rispettivamente tra gli uffici legali delle grandi banche e le autorità competenti.

Il fatto: le cinque banche avevano costituito un “cartello” segreto che prevedeva un continuo scambio di informazioni riservate al fine di manipolare il mercato delle valute. Più specificamente la manipolazione avveniva sui tassi dei cambi utilizzati dai fondi e derivati. Imprese, aziende e società imperniano su questi tassi e sulla solidità dei relativi indici (elaborati in relazione agli stessi) tutto ciò che concerne la loro politica di investimento e di conclusione dei contratti finanziari. L’autorità di vigilanza bancaria statunitense dichiara: “Il mercato funziona solo se si ha fiducia che il processo di costituzione di questi indici è equo, non corrotto dalla manipolazione di alcune delle principali banche al mondo”.

Eppure la percezione è che le sanzioni pecuniarie comminate siano relativamente esigue considerando che la fraudolenta manipolazione è avvenuta su un mercato in cui il movimento giornaliero di denaro assomma a 5.300 miliardi di dollari. Inoltre viviamo il dramma della speculazione bancaria ormai quotidianamente e la frustrazione risiede nella ricorrente irrealizzabilità delle autorità competenti, in relazione agli strumenti di cui sono dotati e della situazione fattuale creatasi, di condannare direttamente le persone fisiche responsabili dovendosi limitare a sanzionare pecuniariamente le imprese bancarie in quanto persone giuridiche. Certamente dietro le speculazioni ci sono dei volti, non ci dovremmo accontentare di multare chi specula facendoci pagare con denaro fruttato dalle stesse speculazioni per le quali perseguiamo i sanzionati altrimenti il problema assume connotati di irrisolvibilità.