di Vanessa Lucca

Ricapitoliamo. Nella quindicina di giorni che ci ha separato dal Congresso Mondiale delle Famiglie a Verona, molte cose sono accadute. Ad esempio, il tanto chiacchierato patrocinio del Consiglio dei Ministri è stato revocato, a seguito di un intervento dello stesso Premier Conte. Rimane comunque il patrocinio del Ministero della Famiglia e si è aggiunto anche quello della Regione Friuli Venezia Giulia.

Ieri, sabato 30, è stata organizzata a Verona dalle attiviste di “Non una di meno” una grande manifestazione/marcia di protesta contro il Congresso, manifestazione che fa parte di una 3 giorni di dibattiti ed iniziative dal titolo “Verona città transfemminista”. Altro evento “contro” il Flash Mob organizzato dagli Stati Generali delle Donne (movimento a cui aderiscono tra gli altri Cgil, Cisl e Uil locali), che sempre sabato è stato anticipato da un incontro pubblico con personalità politiche di spicco come Livia Turco, Laura Boldrini e Monica Cirinnà.

Lo stesso movimento è stato protagonista di un fatto che ha avuto abbastanza risonanza mediatica. Per meglio sottolineare gli ambienti da cui provengono alcuni dei relatori del congresso, gli Stati Generali delle Donne hanno redatto un finto manifesto dei valori che saranno discussi durante il Congresso di Verona. Manifesto volutamente ambiguo, che ad una lettura superficiale poteva sembrare effettivamente autentico, riportando loghi e grafica ufficiale usata per le altre comunicazioni congressuali.

Gli obiettivi lì riportati in realtà sono tratti da un altro manifesto, quello di Agenda Europa dal titolo “Ristabilire l’Ordine Naturale” , rete internazionale ultra reazionaria su cui è stato sviluppato un dossier dall’Epf (European Parliamentary Forum for Sexual & Reproductive Rights): argomento del dossier è “La visione degli estremisti religiosi per mobilitare le società europee contro i diritti umani in materia di sessualità e riproduzione”. Quindi, questo elenco di obiettivi ultra reazionari sono stati stilati da Agenda Europa, non dal Congresso Mondiale delle Famiglie, ma alcuni dei membri di Agenda Europa intervengono proprio durante il Congresso Mondiale delle Famiglie.

Ad ogni modo la nuova comunicazione ci insegna che un’immagine vale più di mille parole, quindi questo manifesto volutamente (ma ambiguamente, ricordiamolo) finto è stato preso per vero, fino ad arrivare ad essere condiviso tramite Twitter da Carlo Calenda come il manifesto del Congresso Mondiale delle Famiglie. A quel punto gli Stati Generali delle Donne sono corse ai ripari, modificando la grafica del finto manifesto rendendola finta in maniera più esplicita e motivando il perché della loro operazione.

Quest’ultimo episodio ci insegna ancora una volta che nella società attuale nulla può essere sottovalutato e nulla può essere fatto senza pensare alle conseguenze che un gesto, fatto anche in buona fede, può avere. Così come gli organizzatori del Congresso delle Famiglie non potevano non tenere conto che invitando certe personalità si sarebbe scatenato un putiferio, anche coloro che sono contrari non possono utilizzare mezzi poco chiari per giustificare il loro dissenso. Ma il weekend deve ancora finire. Già ne sono successe delle belle, altre ne vedremo. (E intanto il Governo litiga. O fa finta di litigare).