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Grida di delusione dal mondo del Web dopo la scoperta che i protagonisti del video First Kiss di Tatia Pilieva non sono sconosciuti, ma attori commissionati dalla Wren Studio per pubblicizzare i loro capi di abbigliamento.

Per quanto fosse prevedibile si trattasse di finzione, dal momento che baciare uno sconosciuto davanti ad una telecamera con un’intera troupe intenta a fissare non è cosa semplice per un non professionista, rimane comunque difficile comprendere l’amarezza che ha colpito gli utenti della rete dopo aver appreso questa notizia. In qualsiasi serata in discoteca è infatti possibile assistere a decine di coppie di estranei intente a scambiarsi effusioni ed è difficile pensare che, osservando la scena in mezzo alla pista da ballo, si inneggi al romanticismo. Eppure è sufficiente condire le stesse immagini con una fotografia in bianco e nero e una colonna sonora strappalacrime per trovare piena approvazione e condivisione sui social network.

Insomma, la Wren Studio ha vinto: facendo leva sulla povertà spirituale e morale degli utenti del SNS è riuscita a creare un ottimo esempio di viral marketing da studiare nelle scuole e nelle aziende che si occupano di comunicazione e pubblicità. Questo è il motivo per il quale il video va condiviso. Il fatto che il violento spam dei giorni scorsi fosse accompagnato da versi romantici prelevati a caso dalla poesia rinascimentale dimostra, invece, che buona parte degli amici di facebook e twitter abbiano cliccato “like” mossi solo dal falso moralismo che abbiamo creato per l’universo del Web.

Buoni propositi: girare un film sentimentale durante una serata Cutre a Torino.