Il 23 e il 24 gennaio, in buona parte dei cinema italiani, è stato trasmesso il film biografico dedicato alla vita di Fabrizio De André. Che dire?
In sole tre ore attori, regista e sceneggiatori sono riusciti a rendere omaggio in maniera ottimale al più grande cantautore che l’Italia abbia mai conosciuto, grazie alla dettagliata descrizione della sua giovinezza e, soprattutto, degli esordi che lo hanno portato, canzone dopo canzone, a diventare un poeta di inestimabile valore.

Ottima l’interpretazione del cantante da parte di Luca Marinelli, che non solo è riuscito a imitarne i tratti estetici o le abitudini, come per esempio le spalle ampie e leggermente incurvate, l’andatura particolare o la dipendenza dal fumo, ma è riuscito anche e soprattutto a rendere al pubblico i grandi disagi interiori che hanno afflitto Faber nel corso della sua vita, la sua attenzione per gli esclusi e gli emarginati, il suo senso di giustizia, le sue ansie dovute al non volersi esibire in concerti.
Con questa interpretazione sembra quasi di essere entrati nell’intimo della vita di De André, sensazione dovuta anche ai molteplici dettagli, probabilmente raccontati dalla sua ultima moglie Dori Ghezzi e dal figlio Cristiano, narrati anche nel particolare in alcuni casi – come la vicenda del suo rapimento in Sardegna da parte dell’anonima sequestri, ad esempio.
Un plauso va anche agli altri attori, ovviamente.
Magistrale l’interpretazione di Gianluca Gobbi, che ha vestito i panni di Paolo Villaggio – grande amico del cantautore, nonché colui che gli affibbiò il famoso soprannome Faber – e quella di Valentina Bellé nei panni di Dori Ghezzi.

Un cast che ha saputo ricostruire i momenti più cruciali e salienti della vita del cantante genovese e non solo, partendo dalla sua giovinezza “burrascosa” per i quartieri di Genova, per poi passare a un’attenta analisi dei suoi rapporti con il padre, con suo fratello, con i grandi amici Villaggio e Tenco, con la prima moglie Puny e il figlio Cristiano e, infine, con Dori Ghezzi, fino ad arrivare alla fine del film, quando i protagonisti si ritrovano a guardare al cinema le scene reali dell’ultimo concerto di Fabrizio De André.
Il tutto ovviamente accompagnato dai suoi capolavori musicali in ordine cronologico.

Un film adatto a chi ama le sue canzoni, a chi le ha fatte proprie e a chi vuole provare a conoscere più intimamente questo grande poeta.

(Per chi l’avesse perso al cinema, il film verrà trasmesso in due puntate il 13 e 14 febbraio prossimi sui canali RAI)