Ci sono cose che hanno avuto un’importanza nella nostra vita, senza che siano state effettivamente così meravigliose. Parliamo di cose frivole, quelle a cui ci affezioniamo. Magari quella macchina sgangherata su cui abbiamo imparato a guidare.

La serie tv che guardavamo solo noi, tant’è che l’hanno cancellata dopo la prima stagione. Heat wave è questo per me, un libro assolutamente dal dubbio valore letterario con un alto valore affettivo. Mai sentito? Probabile. Autore? Richard Castle. Lui magari l’avete sentito o addirittura visto.

Ebbene, tutto deriva dalla serie tv che porta il suo nome: Castle. Innamorato di questo personaggio decisamente ironico e leggero, ho guardato per anni la serie tv dopo quelle giornate terrificanti a lavoro. Era l’unica cavolata da guardare mangiando: impegno 0, trama simpatica, personaggi divertenti. Stop. E il libro? Da dove spunta? Ci arrivo.

Protagonista della serie è Castle, scrittore di successo che nella serie scrive Heat Wave e altri romanzi tutti best seller. Preso da una sbandata allucinante, ho creduto per pochissimo tempo che lo scrittore interpretasse se stesso nella serie. Figata! Infatti non era così. Il romanticismo è svanito in una ricerca accurata sul web.

Ormai avevo iniziato, finalmente riuscivo a leggere un libro nelle pause del lavoro. Non accadeva da anni. Ho letto 7/8 libri di fila. Chi mi vedeva leggere sull’autobus si incuriosiva dalla copertina, per lo stesso motivo che mi aveva spinto a comprarlo. Lo so per certo, li ho visti leggere quando io ero già al secondo libro.

La trama è semplice e abbastanza classica. Uno scrittore viene chiamato dalla polizia di New York per aiutare a risolvere un caso basato sui suoi romanzi. Da li nasce di tutto. Trame passate sulla detective con cui collabora, racconti familiari, omicidi fantasiosi e una buona suspense.

Alla fine, anche se è stato scritto da ghost writer (voci dicono ci siano Patterson e Connely alla macchina da scrivere), è stato un piacere leggerlo, soprattutto ascoltando Random Acces Memory dei Daft Punk in sottofondo. Ci sono molto legato e lo consiglio a chi come me, abbia bisogno di leggerezza ogni tanto.