Steve Jobs Confidential è un libro che ho letto un po’ di anni fa, ed è un libro di cui ricordo veramente poco. Non perché non mi sia piaciuto, ma perché i suoi contenuti, paradossalmente, non sono importanti. Molto più importante è il messaggio che lascia.
Stiamo parlando della biografia (non ufficiale, ma a quanto pare addirittura più accurata di quella ufficiale) di Steve Jobs, visionario uomo fondatore di Apple e Pixar. Decisi di leggere questo libro ammaliato dalla sua figura: volevo saperne di più e, insomma, essendo un appassionato del mondo della mela pensavo di sapere bene o male cosa aspettarmi. Mi sbagliavo.
Ricordo distintamente la sensazione subito dopo aver finito e chiuso il libro: non so dove fossi, quando, come o perché, so solo che mi sentivo come se mi avessero tirato un mattone in testa. O un libro, volendo.
Eh adesso, addirittura, per una biografia?! Per una biografia. Cercare di condensare qui il perché sarebbe alquanto difficile, ma insomma, ormai credo che siate curiosi e quindi ci provo.
È una storia affascinante, quella dietro la sua persona: la storia di chi è stato artefice di tanti successi, come il Macintosh, l’iPod, l’iPhone, l’iPad, ma anche la storia di chi è caduto in basso, licenziato dalla stessa azienda che aveva fondato, la Apple, per poi tornare una decina di anni dopo per salvarla dalla quasi certa bancarotta. La storia di un uomo che ha saputo quasi prevedere il futuro (negli anni ’90 raccontava e sognava di una “tavoletta” da portarsi in giro che aiutasse le persone a svolgere i propri affari personali, ed eccolo poi nel 2010 presentare l’iPad al mondo), ma che allo stesso tempo non ha saputo, o forse voluto, affrontare per tempo il tumore che lo ha poi portato via prematuramente, rifiutandosi inizialmente e per molto tempo di sottoporsi a cure adeguate.
È una storia che sembra quasi uscita dalla penna di qualche talentuoso scrittore, quella di Steve Jobs, ma è poi anche soltanto la sua vita. Una vita un cui il successo è arrivato presto, così come anche la fine.
Nel libro si racconta di tutto questo, e lo si fa dalle parole di chi ha vissuto e lavorato al suo fianco, cercando di non rimanere schiacciato dalla personalità di un uomo che ancora oggi continua ad ispirare il mondo che lui stesso ha cambiato più di una volta. Perché questo era il suo più grande obiettivo: cambiare il mondo. E oggi possiamo dire che, con la sua fame e con la sua follia, forse ci è davvero riuscito.