“Open” è la bibliografia di André Agassi, tennista statunitense tra i più conosciuti negli anni ’90, vincitore di 8 tornei dello Slam e spesso finito sotto la luce dei riflettori per fatti accaduti fuori dal terreno di gioco.

In questo libro Agassi ripercorre la sua carriera fin dalle origini, raccontando le vittorie più prestigiose, le sconfitte più dolorose, le sue storie d’amore da copertina ma soprattutto facendo venir fuori per la prima volta, senza filtri, il suo lato umano ed emotivo.

Nell’immaginario comune, uno sportivo di successo è colui che ha raggiunto l’élite e l’apice nella propria disciplina grazie ad una grandissima passione unita a sacrifici ed impegno costante.

In uno dei passaggi fondamentali del libro invece, Agassi invece parla così del suo rapporto con il tennis:

«Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco. Continuo a implorarmi di smettere e continuo a giocare, e questo divario, questo conflitto, tra ciò che voglio e ciò che effettivamente faccio mi appare l’essenza della mia vita…».

Agassi ha quindi il coraggio di mettersi a nudo, di raccontare senza pudore la sua infanzia, rubata da una padre che, fin dalla giovanissima età, lo costringe a lunghi e massacranti allenamenti con “il drago” (macchina sputa palline inventata apposta per i suoi esercizi), convinto che colpendo 2500 palline al giorno per un totale di più di 1.000.000 di palline l’anno potrà diventare il numero 1 al mondo.

Il rapporto così conflittuale con la figura paterna, descritta alla stregua di un mostro, risulta centrale nella vita del tennista che vivrà continuamente tormentato dal rapporto con la sua professione, alternando stati emotivi completamente opposti, dalla gioia alla frustrazione, dalla serenità alla rabbia (emblematica la riflessione in cui arriva ad affermare di sentirsi “Vuoto” nonostante abbia appena conquistato la vetta del ranking Atp).

Molto interessanti sono anche le varie figure che si alternano nella vita di Agassi: grazie al prezioso aiuto del Premio Pulitzer J.R. Moehringer, con cui Andre scrive questo libro, il lettore riesce a comprendere il rapporto instaurato con il suo allenatore storico Gil, la prima moglie e il grande amore della sua vita, la collega Steffi Graf.

Ciò che invece cambierà drasticamente la sua vita sarà la presa di coscienza di ciò che veramente lo fa stare bene: aiutare gli altri. Ed è per questo che dall’ultima parte della sua carriera in poi si dedicherà a progetti ambiziosi e lodevoli come la costruzione di una scuola d’eccellenza in un quartiere a rischio di Las Vegas, dando così senso anche al suo giocare a tennis: raccogliere fondi per i suoi progetti educativi.

“Open” è un libro che si fa leggere, ti prende e ti coinvolge anche grazie alla scorrevolezza della sua scrittura: che sia la descrizione di una partita, la trascrizione di pensieri o di emozioni, il tutto è sempre molto rapido e quasi mai pesante.

“Open” è un libro rivoluzionario nel suo genere perché ti porta a conoscere questo campione nella sua più profonda umanità, allontanando la sua figura da quella di una divinità appartenente a una elite, rendendolo invece più concreto, più vero, più vicino.