Esattamente un anno fa mi ritrovavo a passeggiare per le meravigliose calle di Siviglia. Faceva un caldo estenuante, la sera tornavo in hotel stanca e con l’estrema necessità di una doccia rinfrescante, ma nonostante questi disagi classici del viaggiatore estivo, non posso che ricordare positivamente la mia esperienza in Andalucia.

Siviglia è un vero gioiello immerso in una regione meravigliosa, che copre un territorio non troppo vasto e che quindi rimane visitabile in 3/4 giorni se si ha la buona volontà di camminare tanto. A Siviglia ho incontrato la vera Spagna e ne ho assaporato la cultura sotto tutti i suoi aspetti; dall’ottimo cibo all’accoglienza calorosa e la disponibilità dei suoi abitanti soprattutto nei momenti di difficoltà, dai colori magnifici che riempiono gli occhi degli azulejos, al canto degli uccelli che affollano i suoi rigogliosi parchi, tutto ti fa sentire in Spagna, dal suono del flamenco, al vociare nel quartiere notturno Triana.

È impossibile descriverla in poche righe e non è nemmeno mia premura dare consigli a un eventuale visitatore; quello che vorrei raccontare è ciò che di questa città colpisce di più: il suo multiculturalismo. A Siviglia si incontrano e si mescolano tantissimi tipi di tradizioni provenienti da culture differenti: dalla Giralda, minareto al tempo della dominazione araba e ora campanile della cattedrale cristiana della città, al Real Alcazar, il palazzo reale che di nuovo vede mischiarsi al suo interno e nel suo meraviglioso parco più stili, anche se prevale sicuramente quello tipico moresco degli azulejos.

Da Plaza de Toros, vale a dire l’arena della Corrida, quindi emblema della cultura spagnola, a Plaza de España, uno spaccato recentissimo costruito in epoca moderna a pochi passi dal ben più datato Palazzo Reale. Dalle strade strette e lunghe, delimitate da edifici bianchi con cornicioni uno di un colore diverso dall’altro e dal tetto piatto tipico di questa regione, ai parchi freschi e verdissimi, con tanto di pavoni liberi.

Siviglia ti riempie gli occhi, le orecchie, il cuore e la testa, ma soprattutto ti ricorda quanto è bello sentirsi cosmopoliti e cittadini del mondo.